Pensate a un’azienda italiana con ricavi superiori a 20 milioni di euro. Ora immaginate chi siede nel suoConsiglio di amministrazione. Con ogni probabilità non una donna e nemmeno un under 45. I numeri confermano infatti che donne e giovani continuano a essere minoranza nei luoghi in cui si prendono le decisioni: le prime rappresentano il 19% dei componenti dei CdA, mentre Millennial e Gen Z si fermano al 15%. È quanto emerge dalla prima rilevazione dell'Osservatorio sulla Governance di Cuoa Business School, realizzata in collaborazione con Adacta Advisory su un campione nazionale di 20.387 aziende con ricavi superiori ai 20 milioni di euro.
La parità di genere? Un obiettivo lontano. Entrando nel dettaglio della composizione dei vertici aziendali, le donne rappresentano il 19% dei membri dei Consigli di amministrazione, quota che scende al 13% nelle aziende guidate da un amministratore unico. Inoltre, il 48% dei CdA italiani è composto esclusivamente da uomini. È interessante notare come alcune regioni del Mezzogiorno mostrino livelli di inclusione più elevati rispetto al resto del Paese. Il Molise si colloca al primo posto in Italia per presenza femminile, con il 22,6% di donne nei CdA e il 25% nel ruolo di amministratore unico. Anche sul fronte generazionale il Sud evidenzia segnali di maggiore apertura: Sicilia, Calabria e Campania sono le regioni con la più alta concentrazione di giovani under 45 nei board aziendali, rispettivamente con il 19,2%, il 19,1% e il 19%.








