Egregio direttore, ho letto sugli organi di stampa che alcuni sindaci hanno accolto con enfasi l'approvazione della norma che regolarizza gli autovelox superando la diatriba tra approvazione e omologazione degli stessi. Si sono decisamente schierati a favore del ripristino del loro funzionamento. Per quando mi riguarda, mentre riconosco la funzione di deterrenza degli autovelox, ho delle riserve sull'applicazione delle sanzioni. La tecnologia strumentale applicata sulle autovetture di nuova generazione consente ormai di eliminare il rischio di incorrere in contravvenzione. Che scatta invece per gli automobilisti possessori di autovetture cosiddette datate sprovviste delle apparecchiature di allerta, che si accorgono in ritardo del segnale superando di pochi chilometri il limite. Pur nella semplificazione del concetto che andrebbe maggiormente sviluppato, per evitare che la norma sugli autovelox possa presentare elementi discriminatori (ricco/povero?) ritengo sia il caso di rivedere l'applicazione delle sanzioni previste. Alfeo Babato Mira (Ve)

La risposta del direttore de Il Gazzettino, Roberto Papetti Caro lettore, ho più di qualche dubbio il fatto che le auto di nuova generazione, dotate quindi di sistemi tecnologici più raffinati, consentano di evitare le multe da autovelox. L'esperienza personale mi dice che, ahimè, non è così. Ma se anche fosse, cosa potremmo fare per evitare discriminazioni? Forse differenziare le contravvenzioni per eccesso di velocità in base all'anzianità dell'auto, facendo pagare quindi multe meno salate ai possessori di vetture più datate? Ma un provvedimento di questo genere, oltre ad essere di dubbia costituzionalità, contraddirebbe lo spirito stesso degli autovelox, che è quello di ridurre gli incidenti stradali soprattutto quelli più seri. Le auto più vecchie sono infatti anche quelle spesso meno sicure perché dotate di impianti di sicurezza e di controllo meno sofisticati. Quindi dovrebbero essere previste per questo genere di vetture non multe meno elevate, ma più elevate, perché il superamento dei limiti di velocità espone il conducente di queste auto e gli altri automobilisti o passeggeri coinvolti, a rischi maggiori in caso di incidente. Il mio naturalmente è un paradosso, non una proposta. Anche perchè per evitare ogni tipo di discriminazione o polemica, c'è una soluzione molto più semplice: rispettare i limiti di velocità, qualsiasi sia l'auto di cui siamo alla guida. So perfettamente che non è facile, ma per essere certi di non finire vittime dell'autovelox non c'è alternativa. Del resto, diciamo le cose come stanno. È certamente vero che in diversi i casi i sistemi di controllo della velocità sono stati installati dai Comuni più per ragioni di cassa che per reali motivi di sicurezza stradale e, come dimostrano le tante contravvenzioni annullate, senza neppure rispettare le norme. Ed è altrettanto vero che alcune volte riesce davvero difficile comprendere la ragione di alcuni limiti indicati dai cartelli. Ma l'insofferenza verso gli autovelox non nasce da questo. E i nemici dichiarati degli autovelox non sono né giustizieri e né difensori civici degli automobilisti. Il fatto è che a tutti ( o quasi) piacerebbe poter decidere a quale velocità guidare senza sottostare a imposizioni di sorta e a nessuno piace pagare le multe. Ma bisogna prendere atto di una cosa: laddove gli autovelox sono stati installati, il numero degli incidenti stradali, in particolare quelli mortali o con gravi conseguenze, è drasticamente diminuito. È questo alla fine è ciò che conta davvero. E dovrebbe convincerci a rispettare i limiti di velocità. O ad accettare di pagare le contravvenzioni quando non lo facciamo e veniamo "fotografati" dall'autovelox.