Il presidente Usa Donald Trump ha difeso l'accordo per porre fine alla guerra con l'Iran, sostenendo di avere voluto evitare una "catastrofe economica" che avrebbe potuto prodursi se il conflitto avviato dagli Stati uniti fosse proseguito. Lo riferisce il Financial Times.Trump, che con una mossa inattesa ha firmato ieri il memorandum a Versailles, ha detto di essere stato influenzato anche dall'andamento positivo dei mercati mentre lavorava a una soluzione del conflitto. Il presidente Usa ha spiegato di non volere essere paragonato all'ex presidente Herbert Hoover, in carica durante il crollo di Borsa del 1929 che aprì la strada alla Grande depressione."E' sempre quello che non avrei voluto essere", ha detto Trump ai giornalisti all'Hôtel Royal, dove i leader erano riuniti per il G7. "Non volevo vedere una catastrofe economica". Le parole di Trump rappresentano un riconoscimento del fatto che le sue decisioni sono state condizionate anche dalla reazione globale a tre mesi di conflitto, che hanno spinto al rialzo i costi dell'energia in un anno di elezioni di metà mandato. Alcuni alleati del presidente lo hanno accusato di avere abbandonato la linea America First su cui aveva impostato la campagna elettorale. Quando il mese scorso gli era stato chiesto quanto pesassero le condizioni finanziarie degli americani nella ricerca di un accordo per fermare la guerra, Trump aveva risposto: "Neanche un po'"."Non penso alla situazione finanziaria degli americani", aveva detto allora, suscitando critiche anche tra i repubblicani. "Non penso a nessuno. Penso a una cosa: non possiamo permettere all'Iran di avere un'arma nucleare. Questo è tutto". Mentre Trump parlava, alti funzionari Usa leggevano ai giornalisti il testo dell'intesa, nel tentativo di contrastare quelle che hanno definito rappresentazioni distorte dei suoi termini. L'accordo era stato annunciato domenica, ma non è stato reso pubblico su richiesta dell'Iran, hanno detto i funzionari. Il "memorandum d'intesa" prevede che Teheran riapra lo Stretto di Hormuz dopo la revoca delle sanzioni Usa sulle vendite di petrolio, garantendo al regime entrate di cui ha urgente bisogno.L'Iran si è inoltre impegnato a non cercare di dotarsi di un'arma nucleare, una dichiarazione già formulata molte volte in passato, anche se il modo in cui questo impegno sarà realizzato sarà oggetto dei negoziati con gli Stati uniti nei prossimi due mesi. In cambio, l'Iran potrebbe ottenere un sostanziale alleggerimento finanziario se rispetterà le richieste Usa sul contenimento del programma nucleare. Il primo passo è una deroga immediata alle sanzioni per consentire a Teheran di vendere petrolio e incassarne i proventi. In una fase successiva il percorso potrebbe includere una piena revoca delle sanzioni e l'accesso a un fondo da 300 miliardi di dollari per finanziare la ricostruzione dopo la guerra.I funzionari hanno sottolineato che il piano di ricostruzione non richiederà fondi Usa, ma il testo letto da un alto funzionario dell'amministrazione prevede che Washington conceda le licenze, le deroghe e le autorizzazioni necessarie per le relative transazioni finanziarie. L'accordo prevede anche che gli Stati uniti rendano disponibili fondi iraniani congelati al momento dell'attuazione del memorandum, con procedure di rilascio da definire durante i negoziati. I funzionari hanno detto che l'Iran aveva chiesto accesso ai fondi già alla firma, ma che Teheran non riceverà denaro se non compirà passi considerati dagli Stati uniti come "buona condotta".Trump ha difeso il percorso verso lo sblocco degli asset iraniani. "Abbiamo preso molti dei loro soldi, non sono soldi nostri", ha detto. "A un certo punto, immagino che dovremo restituirli". Nel breve periodo, l'intesa punta soprattutto alla riapertura dello Stretto di Hormuz: il testo prevede che non vi sia "alcun pedaggio per soli 60 giorni" per le navi commerciali, in cambio della fine del blocco Usa e dell'autorizzazione all'Iran a vendere petrolio. Le questioni più difficili e i maggiori benefici economici sono rinviati a una seconda fase di negoziati, che inizierà dopo la firma formale. Per Trump si tratta di una scommessa enorme. Il presidente punta sul fatto che il regime iraniano scelga il progresso economico invece dello sviluppo nucleare e accetti alla fine lo smantellamento del proprio programma. I funzionari Usa hanno sottolineato che il memorandum non è un accordo finale e che ciascuna delle parti potrà ritirarsi prima che i negoziatori raggiungano un'intesa completa. L'amministrazione Trump è entrata nei negoziati aspettandosi che l'Iran possa mentire o aggirare gli impegni, e ogni accordo richiederà meccanismi di monitoraggio e applicazione. Trump ha minacciato nuovi attacchi contro l'Iran se Teheran non rispetterà i termini. "Se non li onorano, probabilmente torneremo a bombardarli finché non li onoreranno", ha detto. "E' incredibile quello che possono fare le bombe".Più tardi, Trump ha detto ai giornalisti di sostenere che l'Iran possa mantenere alcuni missili balistici. "Se altri paesi li hanno, è un po' ingiusto che loro non ne abbiano alcuni", ha affermato. Ha anche detto che ottenere l'uranio altamente arricchito dell'Iran è "meno importante" che garantire che Teheran non abbia accesso a un'arma nucleare, segnalando inoltre una certa flessibilità sui 60 giorni previsti per definire i termini dell'accordo di pace. L'intesa provvisoria è considerata la più grande scommessa di politica estera del secondo mandato di Trump.Attraverso lo Stretto di Hormuz passa normalmente un quinto del petrolio mondiale e la sola prospettiva di normalizzazione ha già contribuito a far scendere i prezzi del greggio. Ma l'accordo non risolve le questioni di fondo che hanno portato alle guerre dello scorso giugno e di febbraio: il programma nucleare iraniano, i missili e il sostegno di Teheran alle milizie regionali.Il patto è stato accolto favorevolmente dai leader del G7. "Lo sostengo, penso che sia necessario", ha detto il presidente francese Emmanuel Macron, che ospitava il vertice. Macron ha però ammesso che l'accordo non risolve tutti i problemi, compresa la questione nucleare, e che resta il rischio di un collasso dell'intesa. Il presidente francese ha citato la possibilità di una ripresa dei combattimenti in Libano tra Israele e Hezbollah, milizia sostenuta dall'Iran, o che Teheran insista nel riscuotere pedaggi nello Stretto invece di consentire il libero flusso dei commerci. Trump ha firmato il memorandum durante una cena nel palazzo di Versailles, dopo avere già apposto domenica la firma digitale al documento in 14 punti. "L'ho firmato a Versailles", ha detto. "L'ho appena firmato".Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei ha detto che il memorandum è stato firmato dai presidenti di Stati uniti e Iran. Un funzionario Usa ha affermato che non ci sarà una cerimonia di firma, ma che i negoziati nucleari tra le due parti si terranno comunque a Lucerna, in Svizzera, da venerdì a domenica. Il vicepresidente JD Vance e gli inviati Usa per l'Iran Steve Witkoff e Jared Kushner parteciperanno ai tre giorni di colloqui con le controparti iraniane. Saranno presenti anche i mediatori di Pakistan e Qatar.