"Dani ha donato cuore, reni, polmoni, pancreas, fegato, cornee e tessuti. Salverà tante vite. Lui era molto generoso, un ragazzo dal cuore d’oro e questo gesto d’amore è un modo per continuare la sua generosità". Alessia Carletti, la mamma del ventenne Daniele Francalancia - il terzo giovane nella Fiat Punto ad aver perso la vita dopo lo schianto di domenica all’alba in superstrada - ricorda che era stato lui stesso a dirle di essere d’accordo alla donazione degli organi. Data l’età, non aveva mai pensato alla morte.

Ma quando la madre aveva deciso di registrare il proprio consenso nel rinnovo della carta d’identità, Daniele aveva affermato: "Se lo fai tu mamma, è sicuramente una cosa giusta". L’intervento di espianto degli organi, all’ospedale Torrette di Ancona, è durato circa dieci ore; una donazione completa - cosa rara - che salverà tante persone, anche in Europa. "Era giovane, forte e sportivo", aggiunge la mamma.

Ieri pomeriggio, all’obitorio di Macerata, tante persone si sono strette ai familiari di Daniele, al papà Maurizio e alla sorella Ludovica, e dei suoi amici Nicolas Calabrese e Giorgio Franceschini, anche loro ventenni. Presente però solo la salma di Nicolas. Le altre due sono ancora sotto procura, in attesa del nullaosta. Su Francalancia sarà effettuata anche l’ispezione cadaverica (i suoi cari non sapevano quando). Si dovrebbe procedere allo stesso modo anche per Franceschini. "Siamo sfiniti – aggiunge Carletti –, speriamo che il funerale venga fissato per domani, venerdì, alle 18. Perché ogni giorno di attesa per noi è uno strazio".