VILLORBA (TREVISO) - C'è un esposto in procura sull'incendio che martedì pomeriggio ha distrutto una delle storiche scuderie dell'ippodromo Sant'Artemio, uccidendo 6 cavalli di proprietà di Stefano Pipesso, titolare del circolo ippico La Bianca di Volpago. A presentarlo è stata l'associazione Italian Horse Protection: «Per accertare eventuali responsabilità per quello che, forse, era un incidente prevedibile - dicono - l'ippodromo, infatti, è stato al centro di polemiche e di segnalazioni per la sicurezza e la gestione delle strutture, in particolare per accessi lasciati aperti e non controllati, pericoli strutturali anche nella zona box, e ripetuti guasti agli impianti elettrici». Il fuoco, stando alle prime ipotesi, potrebbe essere partito da un cortocircuito in un quadro elettrico. La presenza del fieno avrebbe fatto il resto, facendo alzare immediatamente le fiamme.
L'esposto L'esposto del gruppo evidenzia anche presunte criticità pregresse nella struttura. «Il Comune di Treviso, proprietario dell'ippodromo - si specifica - in occasione dell'ultimo rinnovo della concessione all'attuale gestore, la società Nordest Ippodromi Spa, nel luglio 2024, aveva avanzato specifiche linee guida per l'adeguamento dell'impianto». «Gli interventi richiesti riguardavano la messa a norma degli impianti elettrici, in particolare nei comparti scuderie, notoriamente datati - elencano - sistemi di prevenzione incendio, con attenzione alle aree adibite allo stoccaggio di materiali altamente infiammabili, come fieno e paglia, sicurezza perimetrale, controllo degli accessi e riqualificazione dei box e delle stalle».Storiche scuderie dell'ippodromo Sant'Artemio, morti 6 cavalli VIDEO La richiesta L'associazione chiede alla magistratura di indagare per chiarire se il rogo è stato casuale o se potrebbe essere collegato a un eventuale problema di manutenzione. «Abbiamo trasmesso alla procura articoli e dichiarazioni apparse sui social nei mesi scorsi - rivelano da Italian Horse Protection - elementi che dimostrerebbero che i problemi strutturali dell'ippodromo e i rischi connessi, compreso quello di incendio, fossero già emersi all'attenzione della società Nordest Ippodromi, del Comune di Treviso e della direzione generale per l'ippica del ministero dell'Agricoltura, che pure ha elargito quasi 860mila euro di sovvenzioni all'ippodromo nel 2025». Ora, in sintesi, si andrà a verificare se quanto dettato nel contratto di concessione è stato rispettato alla lettera. Il disciplinare di gara per la concessione prevedeva l'obbligo di adeguare gli impianti eventualmente non conformi. Il tutto al massimo entro la metà degli 8 anni di concessione. Dal canto proprio, Stefano Bovio, direttore della Nordest Ippodromi, non si scompone davanti all'esposto dell'associazione. «Facciano pure quello che vogliono», taglia corto. I fatti L'incendio è esploso martedì pomeriggio, verso le 16. In pochi istanti le fiamme hanno avvolto l'intera struttura in legno, che alla fine è collassata. La colonna di fumo nero si è alzata velocemente. Era visibile da tutta la città, anche a molti chilometri di distanza. I vigili del fuoco si sono precipitati sul posto con 5 mezzi e 20 uomini. L'incendio è stato spento nel giro di pochi minuti. Ma per i cavalli ormai non c'era più nulla da fare. Gli animali di Pipesso erano ospitati all'ippodromo per gli allenamenti in vista delle gare. Li aveva lasciati lì un mese e mezzo fa. Il dolore è enorme. E a questo si accompagna anche un danno dal punto di vista economico. Stando alle stime, ciascun cavallo avrebbe avuto un valore di 15mila euro. Per un totale di quasi 100mila euro. Più i danni alla scuderia, andata completamente distrutta. Su questo fronte, lo stesso bando prevedeva che il gestore dell'ippodromo consegnasse al Comune di Treviso una polizza assicurativa anche contro gli incendi. Insomma, in attesa che vengano completati tutti gli accertamenti, c'è una copertura. Ma oggi prevale il dolore per una ferita che di certo non si rimarginerà rapidamente.








