BELLUNO - I conti sorridono. I soci pure. Dopo l'utile da capogiro di un anno fa – quasi 2 milioni di euro – Dolomiti Bus non fa affatto come Paganini. Perché si ripete e riesce a fare ancora meglio. Il bilancio 2025 si chiude con il segno più, con ben 2,72 milioni di euro “guadagnati”. E la somma dei due utili consecutivi - 4,6 milioni - fa la gioia della compagine societaria, pubblica, ma anche privata. Perché ieri, in sede di approvazione del bilancio, l'assemblea ha deciso di distribuire i dividendi, in proporzione alla partecipazione azionaria. Significa che il “tesoretto” seguirà le quote della società, che per il 50,65% appartiene ad Autoguidovie spa, per il 42,35% alla Provincia e per il restante 7% a Federico Mattioli. «La destinazione dei dividendi sarà gestita in coerenza con gli obiettivi di sviluppo del servizio e con le esigenze espresse dal territorio – fa sapere una nota stampa congiunta di Provincia e Dolomiti Bus -. L’obiettivo condiviso è mantenere un equilibrio tra sostenibilità economica e qualità dell’offerta, attraverso un confronto costante con le comunità locali e gli enti coinvolti».
I NUMERI L'utile da 2,72 milioni, spiegano da Dolomiti Bus, include anche componenti straordinarie legate ai ristori Covid riferiti agli anni 2021 e 2022. Non può ancora contare sull'effetto olimpico, che sarà misurabile nel bilancio del prossimo anno. Ma intanto rileva un aumento, seppur leggerissimo, sul fronte dell'utenza. Perché i numeri dicono che l'azienda ha percorso 7,05 milioni di chilometri di servizio (+0,07% rispetto al 2024), trasportando circa 7,24 milioni di passeggeri (+0,08%). «Il risultato conferma complessivamente la tenuta della gestione aziendale in un contesto ancora complesso per il trasporto pubblico locale e ribadisce il ruolo strategico di Dolomiti Bus per la mobilità del territorio bellunese» fa sapere l'azienda. IL COMMENTO «L’approvazione del bilancio rappresenta un momento importante che conferma la solidità di Dolomiti Bus e il valore del lavoro svolto – dice Marco Staunovo Polacco, presidente della Provincia –. In qualità di socio, continueremo a lavorare affinché le scelte dell’azienda siano coerenti con le esigenze del territorio, nell’ottica di garantire sempre più un miglior servizio di trasporto pubblico in termini di qualità». Qualità che Dolomiti Bus sottolinea soprattutto sul fronte del parco mezzi. «Negli ultimi mesi abbiamo portato avanti un percorso di investimento, con oltre 12 milioni di euro destinati al rinnovo del parco mezzi – afferma Martina Moritsch, presidente di Dolomiti Bus –. Nel 2026 questo impegno prosegue con interventi per oltre 5,2 milioni di euro, sostenuti anche grazie al contributo della Regione del Veneto, che ci consentono di rafforzare ulteriormente il servizio». IL CARO CARBURANTE Se i conti tornano e il parco mezzi diventa un vanto, è il futuro a preoccupare. E non poco, soprattutto sul versante del caro gasolio. «Guardiamo ai prossimi mesi con senso di responsabilità e visione industriale – sottolinea Stefano Rossi, amministratore delegato di Dolomiti Bus –. Il caro carburante rappresenta un elemento di forte pressione che avrà un impatto significativo sugli equilibri economici del 2026: nel trimestre febbraio–aprile ha inciso per circa 250mila euro e, se le attuali tensioni dovessero protrarsi fino a fine anno, il costo aggiuntivo potrebbe arrivare a circa 1 milione di euro». LA FUSIONE Da Palazzo Piloni si guarda anche al riordino dei bacini ottimali del tpl, tema di grande dibattito. «Resta aperto il confronto con la Regione - chiude la nota della Provincia -. Il passaggio sarà determinante per definire il quadro futuro di programmazione e sviluppo del servizio».Dolomiti Bus e Mom, Belluno contro la fusione: «Così rischiamo di diventare la periferia»







