Dal 12 giugno, giorno dell’esordio in Borsa, le azioni di SpaceX sono passate da 135 dollari a 200, un balzo di circa il 50% che ha spinto la valutazione a 2.650 miliardi di dollari, salvo poi scontare una lieve correzione. La società è diventata così la quinta azienda al mondo per capitalizzazione, superando Amazon e avvicinando Microsoft. Un risultato favorito anche dal fatto che solo il 4,2% dei titoli è sul mercato. Poche azioni disponibili, domanda elevata, prezzi che esplodono, quindi.

L’impennata ha ridisegnato di nuovo la ricchezza di Musk: il suo patrimonio è salito a 1.320 miliardi di dollari, secondo Bloomberg, con oltre 400 miliardi guadagnati in soli 4 giorni.

Tutto questo mentre al G7 di Evian si discuteva di intelligenza artificiale e della dipendenza europea dalla tecnologia Usa. Una dipendenza resa ancora più evidente dalla decisione di Trump di limitare l’accesso ai modelli avanzati di Anthropic per i cittadini stranieri. La prova di come l’AI possa diventare leva geopolitica, strumento di pressione e di disciplinamento politico e sociale nelle mani di chi la controlla.

L’intelligenza artificiale significa potere, oltre che ricchezza. Chi controlla i sistemi più avanzati, i chip, i dati e la capacità di elaborazione può orientare l’economia globale, influenzare industria, informazione, ricerca e sicurezza.