Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenuti«L'intesa Andisu-Cnupp sul diritto allo studio per persone sottoposte a limitazioni di libertà o esecuzione penale esterna è un piccolo passo non solo verso l'umanizzazione della pena, ma un grande passo verso il recupero pieno alla società del detenuto. Un fatto dunque di giustizia e di umanità, ma anche una risposta concreta ed efficace di recupero e reinserimento». Così Emilio Di Marzio, presidente di Andisu (Associazione Nazionale degli Organismi per il Diritto allo Studio Universitario) fotografa la portata del protocollo d'intesa nazionale siglato il 29 maggio 2026 con la Cnupp (Conferenza Nazionale dei Poli Universitari Penitenziari).
Un coordinamento sistematico tra università ed enti regionali
Questo accordo rappresenta l'atto ufficiale che coordina, per la prima volta in modo sistematico, la collaborazione tra il mondo accademico e gli enti regionali per il diritto allo studio (come ERSU, ADSU e ARDSU). Lo scopo è azzerare il divario tra le diverse regioni italiane, garantendo a tutti i detenuti-studenti standard minimi di tutela. Il protocollo stabilisce il diritto all'esonero totale dalle tasse universitarie (fatta salva la marca da bollo di 16€) e alla fornitura gratuita del materiale didattico. Inoltre, i criteri di merito vengono rimodulati con flessibilità, equiparando le difficoltà oggettive della vita in cella a quelle previste per gli studenti con disabilità. Nei progetti più avanzati, come quello pilota di Sassari, l'intesa garantisce persino l'accesso a mense e alloggi universitari per chi ottiene la semilibertà o l'esecuzione esterna.








