Roma, 17 giu. (askanews) – Il nodo delle preferenze resta il terreno di sfida tra Fdi e Forza Italia nella partita della riforma elettorale. Mentre a Montecitorio tutti si interrogavano sulle sibilline affermazioni fatte ieri dal leghista Candiani che ha esplicitato il desiderio del suo partito di mantenere l’attuale sistema di voto, oggi il vicepremier e leader di Forza Italia Antonio Tajani ha non solo assicurato che la riforma andrà in porto. “Prima si approva e meglio è. Io sono sempre per approvare i testi legislativi in tempi rapidi”, ha detto. Ma anche che le preferenze non fanno parte dell’accordo e quindi ribadendo la linea del suo partito storicamente contraria a questo modello di scelta dei parlamentari: “mi pare che ci sia un accordo complessivo per non inserire preferenze, quindi si va in quella direzione”.

Una affermazione che però è stata smentita a stretto giro dal plenipotenziario di Fdi sulla riforma elettorale, Giovanni Donzelli che come già annunciato la settimana scorsa ha ribadito ai cronisti: “Non è una novità che il testo firmato da tutti (il centrodestra, n.d.r.) non abbia le preferenze e che Fratelli Italia proverà a portare le preferenze. Quando arriverà la legge in Aula noi presenteremo l’emendamento per le preferenze. Stiamo lavorando, noi auspichiamo di trovare un emendamento che possa trovare il consenso di tutto il centrodestra altrimenti ovviamente chiederemo all’aula cosa ne pensa”. Dello stesso avviso il leader di Noi moderati Maurizio Lupi che annuncia: “Siamo favorevoli alle preferenze e presenteremo, come annunciato più volte, un emendamento in Aula”.