Mentre si rincorrono rumors e comunicati con smentite su un interessamento di Ferretti Group a The Italian Sea Group, ci pensa il nuovo Ceo Stassi Anastassov a fare un po’ più di chiarezza. “Comprerei qualunque cosa aiutasse Ferretti a diventare un'azienda migliore, più grande e più profonda, ma non abbiamo nessuna offerta nel cassetto per TISG: non abbiamo incontrato nessuno, non abbiamo mandato una manifestazione d'interesse, non abbiamo fatto un'offerta non vincolante e non abbiamo nemmeno fatto una valutazione interna di Tisg”. I punti fermi sono diversi ed emergono da un incontro del manager, ex n.1 di Duracell, con i media. Un giro d’orizzonte Acquisizioni. Non sono escluse. Ma non c’è sul tavolo il gruppo guidato da Giovanni Costantino, che pure ha aree allettanti a Marina di Carrara e a La Spezia (confinante con quelle di Riva, marchio del gruppo Ferretti). "Un'acquisizione non è una strategia, è la risposta a un bisogno del business - spiega Anastassov -. Acquisirei un'azienda negli Stati Uniti perché ci aiuterebbe a diventare più grandi in quel Paese? Direi, certo: andiamo a vedere. Se mi chiedeste: acquisterebbe uno dei suoi fornitori? Be’, cercheremmo di capire il margine di un'integrazione verticale. Un'azienda o un segmento che non abbiamo, che potrebbe rendere il portafoglio più forte, lo prenderei in considerazione. E ancora: acquisterei asset per aumentare la capacità? Ovviamente lo farei, perché è molto più veloce acquistare portafogli esistenti e capacità esistenti rispetto a costruire un portafoglio nuovo. Ci sono tutte queste forze in gioco e alcune di queste le stiamo valutando". Gli Stati Uniti. A propositodegli Usa: valgono per Ferretti "il 20% dell'attività”. Un mercato, che secondo il Ceo, “può crescere ancora di più. E poi: “Voglio che sia significativamente più grande". I risultati. "I risultati che voglio – spiega – sono un margine più alto, una crescita più profittevole, un'azienda più prevedibile e che non sia dipendente da eroi individuali (leggi: un fondatore, un ceo o un proprietario) ma da sistemi e sostenibilità a lungo termine". Investimenti. Anastassov vuole partire dalle fondamenta, rafforzando i processi e l'organizzazione aziendale. Tra gli obiettivi c'è anche quello di investire in tecnologia, che ora è “condivisa”, comune agli altri cantieri nautici, puntando ad avere una tecnologia “proprietaria". “L'obiettivo ultimo è creare una crescita scalabile e profittevole. Non penso che si possa vincere senza investimenti. Il prezzo per vincere è investire, ma poi la domanda è dove e come investire. E lo faremo in modo serio,non solo per essere lì". Sostenibilità. Cercando di intercettare la next generation di armatori il Gruppo – dice il manager – Ferretti Group punterà sulla sostenibilità, investendo anche sull'elettrico, non solo per le imbarcazioni ma pensando anche alle infrastrutture, lavorando per questo insieme alle istituzioni. Golden Power. Mentre Karel Komarek è a Saint-Tropez con la sua barca, il maxiyacht V, impegnato nelle regate della Loro Piana Giraglia, il Ceo di Ferretti Group lancia un siluro a Kkcg Maritime, il veicolo con cui il miliardario ceco, Komarek appunto, ha tentato di scalare il colosso di Forlì (perdendo nella conta dei voti per il rinnovo dell’assemblea dei soci) e che oggi invoca l’intervento del governo italiano con l’esercizio del Golden Power, per impedire che il know how italiano della divisione Difesa di Ferretti Group arrivi in mani cinesi (Weichai è oggi l’azionista di riferimento).