Gianni Sulprizio

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A Roma Informagiovani cambia volto. Il Centro Servizi presso la Pelanda del Mattatoio ha cessato l’attività e il servizio proseguirà principalmente attraverso il portale web e i canali social. La trasformazione viene presentata come un’evoluzione più dinamica e smart. Ma la domanda da porsi è un’altra: cosa perde una città quando perde uno spazio di relazione dedicato ai giovani?

Il punto centrale è che orientare non significa semplicemente informare. Le informazioni possono essere pubblicate online, diffuse sui social, consultate da uno smartphone in qualsiasi momento. L’orientamento, invece, nasce dall’incontro tra persone. Significa ascoltare, aiutare a chiarire obiettivi, valorizzare capacità, affrontare dubbi e incertezze, accompagnare nella costruzione di un progetto di vita. Per anni Informagiovani ha svolto questa funzione. Non è stato soltanto un luogo dove trovare notizie su corsi, bandi o opportunità lavorative. È stato uno spazio nel quale molti giovani hanno potuto confrontarsi con professionisti capaci di sostenere percorsi di scelta e di crescita personale.

La Promozione della Salute, sviluppata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, insegna da tempo che il benessere non dipende solo dalle condizioni individuali, ma anche dalla qualità dei contesti nei quali le persone vivono e costruiscono il proprio futuro. Partecipazione, fiducia, ascolto e accompagnamento sono risorse che favoriscono autonomia, consapevolezza e capacità di affrontare il cambiamento. Per questo il digitale rappresenta uno strumento importante, ma non necessariamente un sostituto della relazione. Un sito può fornire informazioni; più difficile è che possa offrire la stessa qualità di confronto umano che nasce da un colloquio, da una consulenza o da un percorso di accompagnamento.