A Evian-les-Bains, comune francese sulle rive del lago Lemano, sono arrivati i sette capi di stato e di governo delle principali economie più avanzate per una due giorni di diplomazia che si concentrerà sui conflitti e sulle loro conseguenze. A poche ore dalla notizia del raggiungimento di un memorandum d’intesa tra USA e Iran, l’arrivo del presidente americano Donald Trump è il più atteso. Trump terrà infatti diversi bilaterali, tra cui quello con il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky, che partecipa alla prima sessione del vertice: ora che la guerra nel Golfo si avvia verso la fase negoziale – su cui i leader europei sono comunque ancora prudenti – gli Stati Uniti possono auspicabilmente concentrarsi sul conflitto in Europa. Il vertice è un’occasione per la diplomazia europea – in primis francese dal momento che Parigi detiene la presidenza di turno del G7 – per ripristinare sinergia transatlantica e affrontare insieme le sfide globali. Un’occasione soprattutto per riflettere sul G7 stesso, che non è più il formato diplomatico di un tempo e la cui sfida principale è adattarsi ai mutamenti internazionali in corso. Sarà un vertice in formato allargato, quasi un preparativo del G20, dal momento che presenziano molti altri paesi, in qualità di partner. A Evian sono infatti arrivati anche i leader di Arabia Saudita, Brasile, Corea del Sud, Egitto, India e Kenya, alcuni dei quali avranno un bilaterale con Trump.