«Non sappiamo se sarà necessaria domani» l'autorizzazione del Parlamento per una missione ad Hormuz: «Ci sono sessanta giorni di tempo, quello che più o meno si è discusso è di vedere come va in questi 60 giorni e valutare in corsa se e quando partire». Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in conferenza stampa al termine del G7. «Intanto si farà un lavoro preparatorio di incontri prevalentemente tecnici» e l'autorizzazione al Parlamento «si richiederà quando» la missione «sarà qualcosa di realistico. La chiederemo in tempo perché possa esserci un dibattito adeguato» ma «è un po' presto per dire se nei prossimi giorni», perché «la cornice non è definita».
«Smentisco le ricostruzioni» legate a scherzi, «poi in queste cose sempre c'è anche la battuta, c'è anche il momento in cui in attesa che inizi qualcosa si fa una battuta, però i temi che noi abbiamo trattato anche col presidente degli Stati Uniti sono i temi del vertice, quindi sono temi abbastanza seri, dalla questione iraniana, passando per l'Ucraina. Ci sono state diverse occasioni di confrontarci in questi due giorni, l'ultima poco fa insomma, prima di arrivare da voi». Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in conferenza stampa al termine del G7 interpellata sulla natura del suo «chiarimento» con Trump nel corso del vertice. «Le direi che ho trovato il rapporto immutato, non ci sono state recriminazioni o abbiamo parlato di quello che è successo: abbiamo un carattere abbastanza forte, siamo entrambi» leader che «difendono con determinazione l'interesse nazionale, non c'è bisogno che ci chiariamo quando non siamo d'accordo su qualcosa. Poi alla fine ognuno capisce qual è il punto di vista dell'altro e quindi siamo ripartiti su quello che si può fare nei prossimi mesi, come abbiamo fatto l'ultima volta che ci siamo incontrati in una situazione come questa». Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in conferenza stampa al termine del G7.












