Matteo aveva 35 anni, gestiva un bar in passeggiata a Viareggio e stava raccogliendo i documenti per trasferirsi a Tokyo a lavorare nella ristorazione. Poi è arrivato il Covid, il Giappone è saltato, e quasi per caso ha trovato un link per fare il test di ammissione di una scuola di coding a Firenze. «Non avevo mai sentito parlare di programmazione», dice oggi. Adesso lavora come sviluppatore software in proprio, con una partita Iva e uno stipendio che supera i 35.000 euro lordi annui.
La sua storia è una delle oltre cento che la scuola 42 Firenze può raccontare: studenti che hanno fatto il percorso e trovato lavoro, la grande maggioranza come sviluppatori software, in aziende toscane ma anche a Milano, Roma, Torino e all'estero. Tra i datori di lavoro figurano Unicoop Firenze, PWC, Thales e Powersoft. A luglio si apre una nuova occasione per chi vuole provarci: le Piscine, la selezione intensiva di ingresso, sono in programma dal 13 luglio al 7 agosto. La sessione successiva sarà dal 5 al 30 ottobre.
Un metodo pratico che convince chi arriva dall'università
Il modello della scuola 42 è semplice da descrivere e difficile da immaginare per chi viene da percorsi tradizionali: niente professori, niente lezioni frontali, niente rette da pagare. Si impara lavorando su progetti reali, chiedendo aiuto ai compagni, sbagliando e riprovando. La Piscine, di quattro settimane intensive, non è un corso, è una selezione: mette alla prova logica, motivazione e capacità di adattarsi all'imprevisto.






