Paolo Berlusconi ha testimoniato a Firenze al processo Baiardo. La schermaglia tra i suoi legali e i pm infatti si è conclusa con la decisione del collegio del Tribunale presieduto da Anna Favi di considerarlo testimone senza le garanzie dell’articolo 199 cpp e dunque tenuto a rendere dichiarazioni anche se è il fratello di Silvio Berlusconi, già indagato e poi archiviato nell’inchiesta stragi ma mai indagato o imputato nel procedimento proprio su Baiardo.
Dunque Paolo Berlusconi ha finalmente ricostruito in pubblico l’episodio della sua conoscenza con Baiardo il 14 febbraio 2011. L’ex gelataio si presentò a Milano agli agenti della scorta del fratello dell’allora presidente del consiglio chiedendo di parlare con Paolo Berlusconi. Come ricostruito alle precedenti udienze, Baiardo fu ammesso dagli agenti della scorta – uno dei quali ha deposto sul punto – da solo al cospetto di Paolo Berlusconi. Ciò nonostante avesse detto di avere precedenti pesanti alla scorta stessa e nonostante fosse già stato condannato nel 1997 per favoreggiamento semplice dei boss Giuseppe e Filippo Graviano. Non due palermitani qualsiasi, ma i capimafia del mandamento di Brancaccio arrestati a Milano il 27 gennaio 1994 e poi condannati per le stragi del 1992 – quelle nelle quali morirono i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino nonché la moglie di Falcone, Francesca Morvillo, e gli agenti della scorta. I Graviano sono stati condannati non solo per le stragi in Sicilia (Capaci e via D’Amelio) ma anche per quelle del 1993 nel centro-nord, in cui morirono altre 10 persone tra Firenze e Milano. Per queste ultime Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri sono stati indagati e archiviati su richiesta dei pm per l’ipotesi (non riscontrata) che fossero mandanti esterni in concorso con i boss.






