Lo storage aziendale è nato per conservare dati, proteggerli e servirli alle applicazioni. Con l’intelligenza artificiale non basta più. I modelli e gli agenti hanno bisogno di capire quali dati esistono, dove si trovano, che significato hanno, come sono collegati fra loro e quali vincoli di sicurezza devono rispettare. È qui che Everpure (precedentemente nota come Pure Storage) prova ad alzare l’asticella: non più solo array, capacità e prestazioni, ma una piattaforma dati capace di rendere le informazioni utilizzabili dall’IA senza moltiplicare copie, pipeline e strumenti di governance.
Le novità annunciate ad Accelerate, l'evento annuale di Everpure vanno lette in questa direzione. L'azienda spinge sulla centralità del dato e amplia la propria Enterprise Data Cloud con tre componenti: Universal Data Intelligence, Unified Data Plane e Intelligent Control Plane. Tre livelli diversi, ma collegati. Il primo serve a scoprire e comprendere i dati. Il secondo a conservarli e distribuirli su una base comune, dal data center al cloud. Il terzo ad automatizzare la gestione dell’intera infrastruttura.
La mossa più interessante riguarda Data Intelligence, tecnologia che arriva dall’acquisizione di 1touch.io. Everpure non si porta in casa soltanto un prodotto, ma competenze di data governance, classificazione automatica e analisi semantica. Sono competenze sempre più importanti perché molte iniziative di IA non si fermano per mancanza di GPU o di modelli, ma per un problema più banale e più difficile da risolvere: i dati aziendali sono sparsi, poco descritti, duplicati, spesso privi di un contesto affidabile.










