Cgil, Cisl e Uil trovano l’accordo per una piattaforma unitaria su rappresentanza e modello contrattuale, crescita dei salari e contrasto al dumping. La proposta delle tre conferazioni è stata siglata nella notte. L’obiettivo è trovare un accordo quadro con le associazioni datoriali, a cui è stato mandata in mattinata di oggi, mercoledì 17 giugno. Al centro ci sono regole comuni per il settore privato. tra cui chi firma i contratti, la misurazione della rappresentanza sindacali, la garanzia del recupero del potere d’acquisto. Nel testo ci sono anche l’adeguamento dei minimi all’Indice dei prezzi al consumo armonizzato, al netto dei beni energetici importati, anche quando il Ccnl è scaduto e non ancora rinnovato, oltre al diritto alla formazione continua di almeno 40 ore annue in orario di lavoro. Alla base, comunque, lo scopo è «rendere certe le procedure negoziali della contrattazione collettiva e per il riconoscimento delle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale – si legge –, tramite la misurazione certificata degli iscritti e dei voti espressi dalle lavoratrici e dai lavoratori, anche ai fini del contrasto e del superamento dei fenomeni di dumping presenti nell’attuale sistema contrattuale sotto forma di “contratti pirata”». Modelli di contrattazione «È necessario rafforzare il modello di relazioni industriali e l’autonoma regolazione delle parti sociali in materia di assetti contrattuali e della rappresentanza». Questo l’incipit del capitolo relativo agli “Assetti contrattuali”. L’impianto si basa su due livelli di contrattazione: nazionale e decentrato. Il Ccnl, quando viene stipulato dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative, «assolve la funzione di fonte di regolazione dei rapporti di lavoro, di definizione e di garanzia dei trattamenti economici e normativi per tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori del settore».