Alle undici del mattino il termometro dice ancora poco. Il vero dato arriva dopo, quando l'asfalto comincia a restituire il sole accumulato, i tram diventano serre mobili e le città non riescono a raffreddarsi neppure di notte. È la firma di Cerberus, il nome dato all'anticiclone africano che da giovedì 18 giugno sta trascinando l'Italia nella prima vera ondata di calore dell'estate 2026 - più lunga e più rovente di quella di fine maggio, destinata a durare almeno fino al weekend del solstizio.
I numeri del Ministero della Salute, che pubblica ogni giorno bollettini di allerta per 27 città italiane, tracciano la progressione con una certa precisione. Oggi non c'è ancora nessun bollino arancione. Domani giovedì ne arrivano cinque: Bologna, Brescia, Firenze, Perugia e Torino. Venerdì salgono a otto, con l'aggiunta di Bolzano, Milano e Rieti. Il bollino arancione, nella scala che va dal verde al rosso, segnala condizioni che possono già avere effetti sulla salute dei soggetti fragili — anziani, cardiopatici, chi vive in case senza aria condizionata. Il rosso, il livello massimo, scatta quando il calore persiste per tre o più giorni di fila.
«Già a fine maggio c'è stato molto caldo», spiega il fisico dell'atmosfera Lorenzo Giovannini dell'Università di Trento, «ma quello che sta arrivando è più importante». Il meccanismo è sempre lo stesso: l'anticiclone africano risale dal Marocco e dall'Algeria, attraversa il Mediterraneo, aggredisce la Spagna, poi la Francia meridionale, poi l'Italia settentrionale. Stavolta il bersaglio principale è il Nord: Bologna e Firenze candidate a sfiorare i 38-39 gradi nel fine settimana, Milano che accumula afa con minime notturne fino a 26 gradi - quasi tropicali. Per il meteorologo Andrea Giuliacci di Meteo.it la caratteristica di questa ondata è soprattutto la durata: «Si annuncia molto persistente».










