Genova - "Il miglioramento c'è stato ed è certificato da Agenas. Ma non siamo ancora alla soluzione del problema delle liste d'attesa: bisogna agire in modo incisivo sull'appropriatezza prescrittiva e sulle aree più critiche come oculistica e dermatologia". L'assessore regionale alla Salute Massimo Nicolò fa il punto sulla situazione in Liguria delle liste d'attesa delle prestazioni sanitarie: "Rimane una quota di richieste che non vengono soddisfatte nei tempi prescritti intorno al 20% sia per le visite che per gli esami strumentali. I percorsi di tutela (con numero verde o servizi al pubblico delle aziende che cercano una soluzione alla mancanza di posti per gli esami) nell'ultimo anno hanno assistito oltre 30 mila casi e voglio ringraziarli. Poi è bene che la gente conosca tutti i canali di prenotazione, il Cup, le farmacie e Prenoto salute. La possibilità di ottenere l'esame in intramoenia? Si deve attivare ma per la Regione c'è un problema di costi delle tariffe riconosciuti ai medici che sono troppo bassi: Regione può intervenire per coprire la differenza ma si rischiano rilievi della Corte dei conti". Il direttore generale di Ats Marco Damonte Prioli ricorda che "Lo scorso anno ad aprile abbiamo attivato i percorsi di tutela con la procedura del richiamo. In questo modo 30400 persone hanno trovato una soluzione anche magari con qualche giorno di ritardo rispetto alla classe di priorità. 26872 sono state le prestazioni erogate in questo modo. Stiamo lavorando molto con gli operatori sanitari e il personale amministrativo, oltre al rapporto con i medici di medicina generale. Le criticità? Visite dermatologia e oculistica, endoscopia digestiva e alcune prestazioni diagnostiche. Ma analizziamo i dati settimanalmente". Secondo Prioli "Tante volte ci sono classi di priorità assegnate che potrebbero essere diverse. Serve una presa in carico omogenea a livello regionale e in questo la riforma che ha unificato le ASL aiuta". Per diffondere l'informazione sul percorso di tutela la Regione distribuirà volantini guida nelle farmacie e nelle case di comunità con i numeri di riferimento. Secondo Nicolò con un uso più estensivo della telemedicina e con le visite nelle Case di comunità si aiuteranno i medici di famiglia a prescrivere meno visite specialistiche, con un consulto dello specialista "in real time".