Dopo la lettera dei deputati repubblicani, una nuova missiva rafforza la linea della Casa Bianca sulla Most favored nation. Il messaggio è chiaro: Washington vuole trasformare il prezzo dei farmaci in una leva negoziale verso i Paesi ad alto reddito

Dopo la lettera inviata da 48 deputati repubblicani all’U.S. trade representative Jamieson Greer e al segretario al Commercio Howard Lutnick, ora è il Senato a chiedere all’amministrazione Trump di accelerare su un’indagine ai sensi della Section 301 contro le politiche di pricing farmaceutico adottate dai partner commerciali.

La nuova missiva, datata 16 giugno, porta firme politicamente pesanti: Todd Young, Chuck Grassley, Lindsey Graham, John Cornyn, Tim Scott, Bill Cassidy, Roger Wicker, Marsha Blackburn, tra gli altri. Il messaggio è, ancora una volta, netto. Washington deve agire rapidamente contro quei Paesi ad alto reddito che, secondo i senatori, continuano a comprimere artificialmente i prezzi dei medicinali.

La spinta dal basso

Il dato politico è evidente. La linea della Casa Bianca sulla Most favored nation non resta confinata all’esecutivo. Prima la Camera, ora il Senato, e così il Congresso sta costruendo una pressione dal basso che può dare forza negoziale all’amministrazione Trump e rendere più probabile l’apertura di un dossier formale.