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Lunedì il Somaliland ha inaugurato la sua prima ambasciata: è a Gerusalemme Ovest, in Israele. È la prima perché il Somaliland è una regione separatista della Somalia, che nel 1991 dichiarò unilateralmente la sua indipendenza. Lo scorso dicembre Israele era stato il primo paese a riconoscerlo come stato sovrano, e finora l’unico.

All’evento di inaugurazione hanno partecipato il presidente del Somaliland Abdirahman Mohamed Abdullahi, nella sua prima visita ufficiale all’estero, e il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar. Abdullahi ha incontrato anche il presidente israeliano Isaac Herzog e il primo ministro Benjamin Netanyahu: entrambi hanno parlato dell’importanza della visita, ed Herzog ha sottolineato «il potenziale di una nuova cooperazione» tra i due paesi.

L’ambasciata del Somaliland è una delle poche a Gerusalemme Ovest. La grande maggioranza sono a Tel Aviv, dato che Gerusalemme è una città contesa tra israeliani e palestinesi e da decenni è divisa più o meno a metà: la parte ovest è sotto il controllo di Israele, quella a est per la stragrande maggioranza della comunità internazionale appartiene ai palestinesi ma dal 1967 è largamente occupata dallo stato israeliano. Aprire l’ambasciata a Gerusalemme è quindi un segnale di vicinanza alle posizioni di Netanayahu e del suo governo di estrema destra. È a Gerusalemme ovest anche l’ambasciata statunitense: Trump la spostò lì nel 2018, durante il suo primo mandato, con una decisione storica che creò enorme scalpore.