Pubblicato il: 17/06/2026 – 11:08

CATANZARO «Dal 1° gennaio 2025 i prezzi dell’energia dovrebbero essere definiti su base zonale. La Calabria è una zona a sé, quindi l’energia in Calabria dovrebbe costare molto meno di quanto, in verità, costi oggi. Se si desse luogo a questa riforma, purtroppo strozzata, cioè non eseguita fino in fondo, noi potremmo garantire non solo ai calabresi e alle imprese calabresi un prezzo dell’energia più basso, ma potremmo anche utilizzare questo vantaggio per attrarre investimenti». Lo ha detto il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, intervenendo a un forum di Legambiente sull’energia in corso alla Cittadella.

Una riforma da eseguire

«È un tema dibattuto – ha sostenuto Occhiuto – e mi piace che oggi a dibatterne sia Legambiente, con la quale abbiamo un solido rapporto di collaborazione in più ambiti. Oggi sarà l’occasione per strutturarlo anche in questo ambito, quello dell’energia, perché vorrei che Legambiente ci desse una mano nella scrittura e nella redazione della nostra legge sulle aree idonee. Ma soprattutto c’è una sintonia tra quello che sostiene la Regione Calabria e quello che sostiene Legambiente in ordine ai prezzi dell’energia. Dal 1° gennaio 2025 i prezzi dell’energia dovrebbero essere definiti su base zonale. La Calabria è una zona a sé, quindi l’energia in Calabria dovrebbe costare molto meno di quanto, in verità, costi oggi. Se si desse luogo a questa riforma, purtroppo strozzata, cioè non eseguita fino in fondo, noi potremmo garantire non solo ai calabresi e alle imprese calabresi un prezzo dell’energia più basso, ma potremmo anche utilizzare questo vantaggio per attrarre investimenti. Questa – ha proseguito il presidente della Regione Calabria – è una battaglia che ho cominciato a portare avanti a livello nazionale e che ho intenzione di continuare, magari insieme ad altri presidenti del Sud, perché non capisco come mai la perequazione in questo Paese debba funzionare solo quando riguarda il trasferimento di risorse dal Sud al Nord e non viceversa. È un tema che sarà molto caldo nelle prossime settimane e non escludo di poter interessare la Corte Costituzionale anche su questo argomento». Secondo Occhiuto la “strozzatura” si è formata in Arera, l’autorità che definisce tariffe e prezzi, e che – ha spiegato il presidente della Regione Calabria – «avrebbe dovuto adottare una delibera per dare luogo ai prezzi zonali. È evidente che c’è una resistenza da parte delle regioni del Nord e soprattutto da parte delle imprese del Nord. Una resistenza che, in verità, considero poco comprensibile, perché le imprese del Nord possono stipulare accordi di fornitura con aziende produttrici di energia rinnovabile, per esempio in Calabria, ottenendo prezzi molto più convenienti di quelli che oggi pagano». (a. c.)