Avrebbe abusato di una paziente mentre effettuava le lastre nel chiuso della sala radiografie dell’ospedale di Scorrano (Lecce). Per questo è stato condannato, ma nel frattempo, continua a lavorare. Fino a quando la sentenza non diventerà definitiva. Un tecnico radiologo, di 64 anni, residente a Spongano, è stato condannato a 2 anni di reclusione nel processo d’appello in linea con la sentenza emessa nel 2023 in primo grado dal tribunale di Lecce. La Corte (presidente Domenico Toni), come unica modifica, ha revocato la condanna al risarcimento del danno nei confronti della parte civile, una 34enne di Lecce: l’imputato, infatti, ha già provveduto a elargire un ristoro di 10mila euro.
I fatti risalgono 4 gennaio 2020 quando, in casa, la ragazza rimane vittima di un incidente domestico. In breve arriva in ospedale dove viene trasferita nella sala raggi del reparto di radiologia dove, ad attenderla, troverà il 64enne. Il tecnico radiologo le chiede di spogliarsi per sottoporsi alle prime due lastre. E, secondo gli esiti processuali, abusa della paziente. Che si allontana. Inizia a urlare e a cercare sostegno in corsia. Invano. Così, poche ore dopo, si presenta in caserma per raccontare ai carabinieri la sua disavventura in ospedale.






