A 38 anni segna una tripletta all’esordio mondiale, aggancia Miro Klose e trascina l’Argentina: la difesa del titolo comincia con una lezione di calcioA 38 anni segna una tripletta all’esordio mondiale, aggancia Miro Klose e trascina l’Argentina: la difesa del titolo comincia con una lezione di calcioPer vent’anni il Mondiale è stato il luogo in cui Lionel Messi inseguiva qualcosa. Un trofeo, un’eredità, un confronto con il passato. Oggi, a 38 anni, sembra che sia il Mondiale a inseguire lui. Come a pregarlo di continuare, di restare ancora un po’. Nella notte di Kansas City, l’Argentina campione in carica ha battuto l’Algeria 3-0 all’esordio nel Mondiale 2026. Tutti e tre i gol portano la stessa firma: Lionel Messi. Una tripletta che vale molto più di tre punti. Vale un record, vale un messaggio al torneo e vale l’ennesima riscrittura di una carriera che continua a sfuggire alle regole del tempo.Vent’anni dopo il primo gol mondialeIl primo dettaglio che rende la serata speciale è quasi cinematografico: la tripletta arriva esattamente vent’anni dopo il primo gol segnato da Messi in un Mondiale, quello contro la Serbia nel 2006. Nel frattempo sono passate sei Coppe del Mondo, un titolo conquistato in Qatar, otto Palloni d’Oro e centinaia di partite. Eppure il numero 10 argentino continua a presentarsi sul palcoscenico più importante come se fosse ancora il protagonista principale della storia.Il record che sembrava intoccabileCon i tre gol segnati all’Algeria, Messi ha raggiunto quota 16 reti ai Mondiali, agganciando il tedesco Miroslav Klose in cima alla classifica dei marcatori di sempre della competizione. Non è l’unico primato della serata. L’argentino è diventato il primo giocatore della storia a disputare sei Mondiali e, a 38 anni, il più anziano a realizzare una tripletta nella competizione. Una lista di record che ormai assomiglia più a una collezione che a un traguardo. Tre gol, tre versioni di MessiLa partita è stata anche un riassunto della sua carriera. Prima un destro preciso dal limite dell’area. Poi il fiuto del centravanti, con il tap-in dopo una respinta del portiere algerino Luca Zidane. Infine la giocata che il pubblico si aspetta da vent’anni: combinazione stretta, spazio creato in pochi centimetri e pallone in rete per il 3-0. Non una tripletta qualsiasi, ma una raccolta completa di ciò che Messi è stato: rifinitore, finalizzatore e regista offensivo nello stesso momento.L’Argentina manda un messaggioAl di là dei record individuali, la sensazione lasciata dalla squadra di Lionel Scaloni è forse la notizia più importante per il torneo. L’Argentina ha controllato la partita dall’inizio alla fine, senza concedere quasi nulla all’Algeria e mostrando quella sicurezza che spesso caratterizza le squadre che arrivano in fondo ai grandi tornei. Dopo le partenze complicate dei Mondiali passati, stavolta i campioni del mondo hanno scelto la strada più semplice: chiudere subito la pratica e ricordare a tutti perché indossano ancora la corona. L’ultima danza? Non ancoraDa anni ogni grande torneo viene raccontato come l’ultimo di Messi. È successo in Russia, in Qatar e adesso negli Stati Uniti. Lui quel copione continua a ignorarlo. Mentre il calcio cerca il suo erede definitivo tra Mbappé, Haaland e la nuova generazione, Messi continua a occupare il centro della scena. A 38 anni. Al sesto Mondiale. Con una tripletta all’esordio. Il vero errore è continuare a chiedersi quando finirà.Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp
Messi non ha ancora finito
A 38 anni segna una tripletta all’esordio mondiale, aggancia Miro Klose e trascina l’Argentina: la difesa del titolo comincia con una lezione di calcio










