Al secondo giorno di collocamento il nuovo Btp Italia Sì ha superato i 5,3 miliardi di raccolta. «C'è un'attenzione molto alta sul prodotto», ha commentato il direttore generale per il Debito pubblico del Mef, Davide Iacovoni, a colloquio con il Messaggero, «vediamo un buon riscontro dagli investitori. Tra l'altro il numero dei contratti è cresciuto e questo vuol dire che l'attenzione da parte dei piccolissimi risparmiatori è aumentata rispetto a quello delle reti private e dei gestori patrimoniali». Ieri i contratti sottoscritti per il nuovo bond agganciato all'inflazione nazionale sono stati oltre 71mila che si sommano agli oltre 95mila del primo giorno. Gli ordini arrivati ieri ammontano a 2,18 miliardi. Il taglio medio è stato di 30.751 euro (33.540 nel secondo giorno dell'emissione di giugno 2025.
Rispetto ad altri titoli della stessa famiglia, la versione "Sì" del titolo, in collocamento fino a venerdì alle 13, è rivolta questa volta al solo mercato retail. Rispetto al passato «con un giorno e mezzo in più per il retail potremmo anche avere un importo più rotondo, vedremo venerdì». Non ci sarà infatti l'ultima giornata dedicata ai soli investitori istituzionali.Alla decisione di puntare sui risparmiatori e sugli investitori individuali è legata anche alla scelta di semplificare alcune caratteristiche del bond, in particolare il calcolo della cedola semestrale. «Come tutte le cedole, anche questa è basata su un tasso moltiplicato per l'importo nominale acquistato», sottolinea Iacovoni nel giorno in cui Istat ha confermato per maggio l'inflazione al 3,2%, «Ma come si calcola questo tasso? Con la somma di due componenti: una fissa, che non sarà intaccata neppure in caso di deflazione, e una agganciata all'inflazione del semestre. Con la somma di queste due componenti otteniamo il tasso che andrà moltiplicato per l'importo nominale». Venerdì scorso, intanto, il Tesoro ha comunicato il tasso minimo garantito, fissato all'1,6%. Tasso che nell'ultimo giorno di collocamento potrà essere mantenuto oppure rivisto, ma soltanto al rialzo. «Da una parte gli investitori hanno un ancoraggio fisso, che garantisce la remunerazione dell'investimento, dall'altro la protezione contro l'inflazione», sottolinea ancora il guardiano del debito pubblico italiano.I FONDIIn parallelo il Tesoro ha avviato riflessioni su possibili strumenti agganciati all'inflazione italiana dedicati agli investitori istituzionali sia nazionali sia esteri. «Si sta lavorando per capire se possa esistere una domanda strutturale da parte del mondo istituzionale, che nelle analisi fatte in passato non era particolarmente elevata», ha ricordato Iacovoni. «In caso di domanda strutturale potremmo strutturare un nuovo prodotto. Dovesse essere invece sporadica troveremo il modo di soddisfarla». Quanto alla vecchia composizione del Btp Italia, con tre giornate retail e una per banche, fondi e assicurazioni: «ha funzionato per un po' di tempo». I flussi degli istituzionali si sono invece un po' ridotti con il tempo.Intanto arrivati quasi alla fine del primo semestre dell'anno, il Tesoro è già al 56-57% del proprio programma di emissioni. Al momento «l'obiettivo rimane quello di 350-360 miliardi di euro di bond, quindi di emissioni diciamo di titoli diversi dai bond» aggiunge ancora Iacovoni. «Nonostante un quadro internazionale non semplice il mercato italiano ha tenuto. Esiste una componente sempre più stabile di investitori, che mantengono le posizioni acquisite e non se ne disfano ai primi aumenti di volatilità . Un segnale per me molto importante».












