HomePesaroSportNaticchi: "La mia serie D? Un sogno vero"L’esterno di Cantiano è stato il giocatore maggiormente impiegato dalla Pietralunghese, squadra di un Comune di 2010 anime promossoL’esterno di Cantiano è stato il giocatore maggiormente impiegato dalla Pietralunghese, squadra di un Comune di 2010 anime promossoRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciC’è molta affinità con il nostro entroterra nel Pietralunga che battendo per 3 a 1 l’Ilva Maddalena è salita in D. Ci sono le parentele che uniscono il territorio, ex calciatori che dalla cittadina umbra nel tempo hanno fatto fortuna in alcune compagini della nostra provincia (Cagliese, Vadese e Apecchio), amicizie consolidate e giocatori, in questo caso di Cantiano, che hanno messo la loro impronta su questa bellissima storia di calcio e di passione vera. Si tratta di Jacopo Naticchi (2007) il giocatore più impiegato. Vive a Cantiano, esterno basso nel 4-4-2, è dotato di grande senso tattico e di dinamicità. "Un anno bellissimo – sottolinea Naticchi – un percorso di crescita immenso, sono contentissimo di questa esperienza e di averla fatta con questo gruppo".
Domenica a fare il tifo per lui e per la squadra una trentina di cantianesi, ma anche gente dei paesi che si uniscono nell’Appennino umbro-marchigiano. Praticamente con 2000 presenze tutto il paese (2010 abitanti) è accorso a tifare la Pietralunghese e non essendoci in tribuna il posto per tutti, molti hanno trovato sistemazione nelle aree sopraelevate che circondano il campo. Tra questi c’era chi era arrivato dalla Svizzera viaggiando tutta la notte per vedere all’opera i ragazzi con cui aveva vissuto la sua gioventù. Il segreto del successo? "Competenze, organizzazione e determinazione creata dal patron Giuliano Martinelli, imprenditore appassionato di calcio, ma in modo particolare della sua gente e del suo paese". "Ho visto tutti i play off della Pietralunghese – dice mister Giovanni Cipolla che ha giocato e ha allenato in passato proprio la Pietralunghese – contro Tavernelle, Maddalena e Fermo. La Pietralunghese ha meritato il salto di categoria, ha sofferto solo a Fermo, poi le altre partite sono state gestite bene, soprattutto l’ultima in casa, dove ha meritato di vincere, anche se il portiere Abibi sul 2-1 ha fatto due interventi prodigiosi. Sicuramente il fattore campo ha inciso, più di 2000 persone che ti spingono è tanta roba. Diciamo che le cose da quando giocavo e poi allenavo io sono decisamente cambiate, sia come società, sia come ambiente, sia come organizzazione. Quando c’è un presidente come Giuliano diciamo è molto più semplice vincere, ma non è sicuramente scontato, anche se hai la squadra più forte. Faccio i complimenti in primis alla società che ti mette in condizioni di lavorare al meglio mettendoti tutto a disposizione senza farti mancare mai niente, poi ai calciatori che sono i veri protagonista, allo staff tecnico, che ha sbagliato veramente poco. Non ho nominato i tifosi perché li ritengo il 12esimo calciatore".






