di
Donatella Tiraboschi
Nello spazio di via Bersaglieri, caschi, foto, medaglie e 400 coppe. La leggenda, che ha compiuto 84 anni: «Se qualcuno riuscirà a battere il mio record, festeggerò con lui a cena»
Che storia, Ago. E che bella storia l’AgoMuseum che, con un’infinità di coppe (quasi 400, la prima vinta a nove anni), medaglie, foto, ritagli, caschi e soprattutto moto, racconta chi e cosa rappresenti per il motociclismo mondiale Giacomo Agostini. Un mito, una leggenda che è possibile ricostruire passo dopo passo nello spazio di via Bersaglieri, dove un lavoro paziente e prezioso durato mesi e ultimato solo nelle ultime ore («domenica a mezzanotte ero ancora qui a dare gli ultimi ritocchi», rivela il campione) restituisce in tutta la sua grandezza il senso di una vita. E di una carriera che con 15 Campionati del Mondo vinti (8 nella classe 500 e 7 nella 350) e 123 vittorie nei singoli Gran Premi fa di lui l’uomo da battere. «Lo dico sempre che i record sono fatti per essere battuti», ha sempre sostenuto aggiungendoci una postilla: «Dovessero chiedermi se sarei contento che qualcuno possa battere il mio record, la risposta è no. Sarei bugiardo a dire il contrario. Ma se qualcuno ci riuscisse, la sera sarei a cena a festeggiare con lui».







