I pinguini africani sono in grado di associare il tono di un suono alla dimensione di un oggetto, collegando i suoni gravi agli oggetti più grandi e quelli acuti a quelli più piccoli. È quanto emerge dallo studio pubblicato su Annals of the New York Academy of Sciences dall’Università di Torino in collaborazione con l’Università Jean-Monnet di Saint-Étienne e Zoomarine, il parco zoologico alle porte di Roma.

Ogni giorno gli animali ricevono una grande quantità di informazioni attraverso i sensi. Per orientarsi nell’ambiente, il cervello deve combinare questi segnali in una rappresentazione coerente del mondo. In alcuni casi, però, non si limita a integrare informazioni già note, ma stabilisce relazioni sistematiche tra caratteristiche percepite da sensi diversi: sono le cosiddette corrispondenze cross-modali. Una delle più studiate nell’essere umano riguarda il legame tra frequenza dei suoni e dimensione degli oggetti, una capacità raramente documentata negli animali non umani. Il pinguino africano (Spheniscus demersus) rappresenta un modello interessante per questo tipo di ricerca: si tratta infatti di una specie appartenente a un antico gruppo evolutivo di uccelli e le sue vocalizzazioni trasmettono informazioni biologicamente rilevanti, tra cui età e dimensione corporea dell’individuo.