Devastante no, ma concreta come sempre. Questa Norvegia è un po’ «dottor Jekyll e mr. Hyde»: cenerentola davanti quanto fragile dietro. Fa paura quando si mette in moto un signore di nome Erling Haaland, che con la doppietta continua a macinare più reti che presenze in Nazionale — 57 in 51 match — ma troppo incerta nelle retrovie, tanto che l’Iraq ha avuto diverse occasioni clamorose a fine primo tempo, non concretizzate, che avrebbero creato dei grattacapi in più alla formazione di Solbakken. La consolazione, viene da dire, è che la nostra Nazionale sia arrivata seconda dietro a una corazzata, pronta al duello per il primo posto del girone I contro la Francia — 3-1 a un buon Senegal — e davanti ora con un gol di vantaggio segnato all’ultima azione di gioco (l’autogol di Hussein), in attesa del big match dell’ultima partita del gruppo (il 26 giugno alle 21).

Se Haaland è devastante e garantisce i primi due gol realizzati dalla Norvegia al Mondiale, l’obiettivo di mercato juventino Sorloth ha chiuso con una partita spenta, poco nel gioco. Alla fine è arrivato comunque un 4-1 un po’ più bugiardo del previsto, contro un buon Iraq per 70’ minuti, crollato poi per la stanchezza. Una squadra, quella di Arnold, che non propone un gioco moderno — anzi, piuttosto «old style», con giro-palla sull’esterno e palle in mezzo a cercare qualche colpo aereo — ma incisivo davanti grazie alle certezze Al-Hamadi e Hussein: gli uomini-eroi nazionali che hanno steso la Bolivia nei playoff interzona, garantendo ai loro compagni l’ultimo posto disponibile per il torneo di Usa-Canada-Messico. Bravi a sapersi trovare e a creare peso in attacco in più occasioni, specie il secondo. La partita A inizio match tenta subito di controllare il gioco al Norvegia, ma una squadra troppo contratta si scontra contro giocatori iracheni partiti più in palla, che scelgono la marcatura a uomo per fermare davanti Sorloth e Haaland. Non è dunque una sorpresa se il primo spavento arriva dagli iracheni, con un tiro alto di Al-Hamadi. Poi però, dopo il cooling break, ecco dal nulla il gol della squadra di Solbakken, che quando spinge sulla sinistra fa sempre male all’Iraq, sfruttando le sgasate di un pimpante Nusa e le sovrapposizioni di Wolfe. Proprio da questa combinazione arriva il primo storico gol al Mondiale di Haaland, che deve solo spingere in rete.