I passi avanti verso un accordo definitivo tra Usa e Iran, e quindi la riapertura dello Stretto di Hormuz, stanno spingendo verso il basso il prezzo del petrolio (il Brent è sceso anche sotto gli 80 dollari al barile). E così anche quello dei carburanti alle stazioni di servizio. È vero, accade piano piano, di centesimo in centesimo, ma intanto i listini hanno raggiunto quote che non si vedevano da più di un mese.

Benzina meno cara da inizio maggio

Partiamo dalla benzina. Il prezzo medio nazionale, in costante cale, si aggira intorno a 1,88 euro al litro, con picchi sopra 1,9 euro al litro in Basilicata, Molise e in Trentino Alto Adige. Cifre che non si vedevano da inizio maggio, quando tra l’altro il governo aveva appena ridotto del 75% lo sconto sulle accise per la benzina.

Inizia la discesa anche per il gasolio

Discorso un po’ diverso per il diesel, perché lo sconto è stato modificato e portato allo stesso livello della benzina (-6,1 centesimi al litro) neanche due settimane fa. Oggi il prezzo si aggira intorno a 1,985 euro al litro. Anche questo è in calo da giorni, ma non ha toccato comunque i livelli di fine maggio (il minimo è stato 1,974 e/l), quando però lo sconto era di 24,4 centesimi al litro. Guardando i prezzi del Brent, e soprattutto la possibilità concreta di una tregua in Medio Oriente, la strada per tornare sotto 1,9 euro al litro potrebbe essere avviata. Un prezzo che ai distributori, per quanto riguarda il diesel, non si vede da marzo.