Portarlo a casa, preparargli una cuccia, immaginare passeggiate, coccole e una sintonia immediata. Per chi decide di adottare un cane dal canile, il giorno dell'incontro è spesso l'inizio di una storia sognata da tempo. Eppure, per molti animali, quel sogno dura pochissimo. Nel giro di pochi giorni tornano dietro le sbarre del rifugio da cui erano appena usciti.

La spiegazione più comune è sempre la stessa: "Il cane aveva dei problemi". Ma uno studio scientifico suggerisce che la realtà potrebbe essere molto più complessa. E che, spesso, il fattore decisivo non sia il comportamento del cane, bensì le aspettative irrealistiche della famiglia che lo ha adottato.

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Il fallimento più comune di quanto s’immagini

La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Animals, ha seguito 132 persone che avevano adottato un cane da un rifugio della Carolina del Sud. Gli studiosi hanno monitorato le aspettative degli adottanti prima dell'arrivo a casa e l'evoluzione del rapporto nei mesi successivi. Il dato che colpisce è che il 22% dei cani è stato restituito entro i primi tre mesi dall'adozione. La metà dei ritorni è avvenuta addirittura entro pochi giorni: il tempo mediano di permanenza in famiglia è stato di appena otto giorni. La maggior parte dei cani riportati al rifugio è stata restituita per motivi legati al comportamento: incompatibilità con altri animali, eccessiva energia, distruttività, difficoltà di adattamento o gestione.