Quando si adotta un cane proveniente da un rifugio, soprattutto se descritto come “nervoso” o con un passato difficile, ci si prepara quasi sempre al peggio: settimane di diffidenza, nascondigli dietro i mobili, passi lenti verso la fiducia, magari qualche incidente in casa e tanto, tantissimo tempo per imparare a conoscersi. Ma la storia di Priscilla, una meticcia di Barboncino nero salvata da un’organizzazione di recupero animali che opera tra Ungheria e Regno Unito, va nella direzione opposta a ogni previsione.

Quando la realtà è diversa dalle aspettative

L’adottante, Lucy Notarantonio, giornalista di Newsweek, ha seguito spesso storie di cani abbandonati e difficili da reinserire. Quindi si aspettava un inserimento graduale e complicato. Invece, Priscilla ha ribaltato ogni schema non appena ha varcato la soglia della sua nuova casa a Birmingham, in Inghilterra. Dopo un viaggio di quattro giorni, il cane non ha mostrato esitazione: è entrata come se conoscesse già ogni angolo di quella casa.

Nel giro di mezz’ora giocava già a riportare la pallina. Due ore dopo era sdraiata sulla schiena, completamente rilassata, in cerca di carezze sulla pancia. Non un passo indietro, non un tentennamento. Una reazione sorprendente, soprattutto se si considera la sua storia: Priscilla era stata trovata in condizioni estremamente difficili, con il pelo completamente arruffato e infestato, terrorizzata dagli esseri umani e recuperata solo attraverso metodi non invasivi. In passato aveva persino avuto una cucciolata e i suoi cuccioli erano stati salvati separatamente, un dettaglio che rendeva il suo recupero ancora più delicato.