Uscendo da Castel Gandolfo, il Pontefice, parlando con i giornalisti, ha spiegato che "semplicemente dire questo" migrante "lo mandiamo via, è come se noi ci lavassimo le mani del problema, non mi sembra diciamo una risposta cristiana"
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La cosiddetta "remigrazione", intesa come espulsione degli stranieri in quanto stranieri, non rappresenta una risposta conforme ai principi cristiani. Lo ha detto Leone XIV parlando con i giornalisti mentre lasciava Castel Gandolfo. "Semplicemente dire: noi mandiamo via, così ci laviamo le mani del problema, non mi sembra la risposta più cristiana", ha sottolineanto il Pontefice, richiamando le considerazioni già espresse durante il recente viaggio nelle Canarie e ribadendo che la questione migratoria deve essere affrontata a partire dal rispetto della dignità umana e dalla comprensione delle cause che costringono milioni di persone a lasciare la propria terra.
"Non riconosciamo le ragioni per cui i migranti lasciano i loro Paesi"
"Molte volte non riconosciamo le ragioni per le quali queste persone hanno dovuto uscire dai loro Paesi", ha osservato ancora il Papa, ricordando che all'origine delle migrazioni vi sono spesso "violenza, guerra, conflitti" e molte altre situazioni di sofferenza e instabilità. Secondo Leone XIV non esistono soluzioni semplicistiche a fenomeni così complessi. "Occorre vedere i casi", ha sottolineato, invitando a valutare ogni situazione nella sua specificità e a evitare generalizzazioni che rischiano di disumanizzare le persone coinvolte. "Bisogna trattare con rispetto le persone come persone", ha concluso.










