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Alessandro Vinci

Prima lei nel 2007 in Cina e nel 2011 in Germania, ora lui proprio negli Usa, dove ha trascorso gran parte dell'adolescenza. La stessa Jenny, d'altronde, è nata proprio nel Paese a stelle e strisce, trasferendosi in Oceania per amore

L’unico caso italiano è quello di Paolo e Cesare Maldini, mentre i numerosi precedenti esteri vedono spiccare la (doppia) presenza dello svedese Roy Andersson grazie al primogenito Patrik e al secondogenito Daniel. E se da un lato i Mondiali 2026 in Messico, Canada e Usa hanno fin qui visto aggiungersi all'elenco i sudcoreani Lee Tae-seok e Lee Eul-yong e gli statunitensi Sebastian e Gregg Berhalter – e nelle prossime ore potrebbe toccare anche a Luca e Zinedine Zidane, Kristian ed Erik Thorstvedt, Nico e Pablo Paz, Giuliano e Diego Simeone e Francisco e Sérgio Conceição –, dall'altro appare evidente come tali coppie siano tutte invariabilmente composte da padri e da figli. O meglio: figli d'arte, ma mai di madre. Così, a rompere questa sorta di tabù ci ha pensato, nella notte italiana tra lunedì e martedì, il giovane difensore centrale della Nuova Zelanda Tyler Bindon. Il quale, facendo il suo ingresso in campo agli sgoccioli del match pareggiato 2-2 contro l’Iran al SoFi Stadium di Inglewood, è così andato a formare insieme a mamma Jenny il primo, storico tandem del genere nella storia del torneo.