Lo stilista Mihara Yasuhiro ha trasformato un comune sacchetto di patatine in un paio di scarpe di lusso, vendute sul sito ufficiale del suo brand a 660 euro.
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Alla moda piace la tradizione, ma piace anche giocare, stravolgere la realtà, sovvertire i piani e mostrare sempre qualcosa di nuovo, di diverso. Ecco perché molti brand puntano sulla provocazione, che da che mondo è mondo è il modo migliore per far parlare di sé (nel bene o nel male). Alcuni marchi più di altri hanno fatto della provocazione un valore fondamentale, anche estremizzato e portato all'ennesima potenza.
Vale anche per il mondo del lusso, dove si sta assistendo a una strana commistione con l'ordinario, col quotidiano. Fondendo questi due mondi opposti si genera qualcosa di straniante, che però funziona proprio per questo: attira l'attenzione, crea un contrato tra ciò che è di poco valore e ciò che invece per antonomasia rappresenta l'esclusività, i piani alti. Mihara Yasuhiro, per esempio, è famoso proprio per questo. Lo stilista giapponese classe 1972 porta avanti un'idea di moda molto concettuale. Le sue creazioni si differenziano perché sono la deformazione di oggetti "normali", trasformati in qualcosa di inaspettato e "sbagliato". Lo stilista va contro la perfezione tradizionalmente intesa lavorando di asimmetrie, di fantasia, di anticonvenzionale. Sue sono le scarpe che sembrano liquefatte. Non a caso, molti appassionati descrivono il suo stile come volutamente melted: perché gioca con questo punto di fusione immaginario, con oggetti che sembrano sciolti, che si presentano quasi allo stato liquido.








