Dopo otto anni di lavoro come portavoce del ministro dei Trasporti Matteo Salvini, il giornalista Matteo Pandini ha deciso di lasciare il suo incarico e cambiare lavoro. Ci sono già alcune ipotesi su chi potrebbe sostituirlo, anche se trovare un bravo portavoce non è semplice: è una figura di cui i politici si devono fidare molto, visto che comunica ai giornalisti le loro opinioni, spesso parlando e facendo dichiarazioni direttamente al posto loro.
Il ruolo del portavoce si differenzia da quello di un addetto stampa proprio per la sua natura personale e fiduciaria. Viene scelto direttamente dal leader politico, con il compito di parlare con i giornalisti per suo conto, esprimendo il suo pensiero. In passato il portavoce poteva anche non essere un giornalista o non avere esperienza giornalistica, ma essere semplicemente una persona con particolari abilità relazionali. Nel corso del tempo il ruolo si è sempre più professionalizzato e oggi viene spesso ricoperto da giornalisti, o comunque da persone con una certa esperienza nelle relazioni con i media.
Il compito dell’addetto stampa, invece, è gestire i rapporti con i giornalisti in modo più tecnico, per conto di un’istituzione. Più che rilasciare dichiarazioni e messaggi, redige comunicati stampa e note informative con lo scopo di rendere pubbliche e comprensibili le attività dell’istituzione per cui lavora. Di solito rimane anche quando il politico che ricopre la principale carica dell’istituzione cambia o arriva a fine mandato.










