Con il piano casa, l'acquisto e l'affitto di abitazioni possono diventare accessibili per il 20% delle famiglie in più, secondo l'Ance, ma per le imprese servono tempi certi e flessibilità. Una simulazione presentata all'evento celebrativo per gli 80 anni dell'Associazione dei costruttori stima che il reddito medio necessario per l'accesso alla casa scenderebbe a Milano da 76.413 euro annui a 50.154 euro, per un'abitazione di 80 metri quadrati in periferia, a Roma da 61.033 euro a 40.059 e a Bari da 35.630 a 24.980.
Gli interventi però sarebbero realizzabili e finanziariamente sostenibili per le imprese solo in alcune aree. L'esempio di un investimento su 125 abitazioni delle quali il 44% offerto in vendita a prezzo convenzionato, il 44% in affitto a canone convenzionato e il 37% a libero mercato tra le città analizzate offrirebbe un rendimento interessante per le imprese solo a Milano.
Secondo la presidente dell'Ance, Federica Brancaccio, "serve un approccio flessibile per garantire interventi sostenibili per le imprese per tutto il territorio", intervenendo sulla quota di appartamenti che sarebbe possibile offrire a libero mercato. L'Ance sottolinea che le risorse attivabili per il Piano nel 2027 sono quasi un miliardo tra fondo al contrasto a disagio abitativo, fondo sociale per il clima e contributi per progetti di rigenerazione urbana.







