Detenuto da un anno e mezzo in isolamento. Senza accuse a suo carico. È il caso di Hussam Abu Safiya, direttore dell'ospedale Kamal Adwan di Gaza, che ora vede respinto il proprio ricorso contro la sua detenzione. La Corte suprema di Tel Aviv ha infatti stabilito che Safiya rimarrà in carcere in base alla legge israeliana sui combattenti illegali, nonostante non siano state formulate accuse contro di lui. Safiya è stato rapito dalle forze israeliane alla fine del 2024 dopo aver sfidato gli ordini di sfollamento forzato impartiti da Israele per lasciare l'ospedale di Gaza in cui lavorava: aveva scelto di rimanere per curare i suoi pazienti. Secondo il Times of Israel, Safiya sarebbe colonnello del servizio medico militare di Hamas. Dopo il suo arresto è emersa una fotografia del 2016 che lo ritrae in uniforme accanto ad alti esponenti del movimento. Secondo Naji Abbas, direttore del Dipartimento Prigionieri e Detenuti della ong israeliana Medici per i Diritti Umani, "il rigetto dell'appello e la sua continua detenzione senza accusa rappresentano un profondo fallimento morale e legale". "Anziché difendere i principi fondamentali dello stato di diritto e del giusto processo - continua Abbas -, il tribunale ha avallato la detenzione a tempo indeterminato di un direttore ospedaliero che rimane in isolamento mentre soffre di problemi di salute per i quali non riceve cure adeguate”. Appena la scorsa settimana il medico palestinese ha lanciato un appello per la sua liberazione immediata tramite un collegamento video in cui è apparso visibilmente dimagrito e, secondo la sua famiglia, con evidenti segni di tortura. Stando a quanto riportato il 29 maggio in Senato dalla relatrice speciale dell'Onu sui territori palestinesi Francesca Albanese, sono quasi 20.000 i palestinesi arrestati in due anni e mezzo e 9.000 quelli ancora detenuti, 4.000 dei quali risultano arrestati e poi scomparsi.