Il principale spazio in cui si manifesta l’odio è il digitale. Il 71,6% dei discorsi d’odio avviene online, mentre il restante 28,4% si consuma nei contesti fisici come luoghi di lavoro, scuole e spazi pubblici. È quanto emerge chiaramente dalla ricerca “Mapping Hate and Discrimination in Italy: Structural Invisibility, Multi-Source Monitoring and the Calabrian Case Study”, diffusa in occasione della Giornata Internazionale contro i discorsi d’odio.Lo studio è stato curato dalla professoressa Giovanna Vingelli dell’Università della Calabria nell’ambito del progetto Mythic (Mobilize Youth Tackling Hate in Calabria), finanziato dall’Unione Europea e coordinato dalla Fondazione l’Albero della Vita, in partnership con Dataninja e il Centro Calabrese di Solidarietà. L’obiettivo è affrontare la proliferazione di hate speech e hate crime soprattutto tra bambini, adolescenti e giovani.
Arrivano gli Equity Defender: studenti sentinelle contro l’odio
Il progetto ha già attivato sul territorio calabrese una fitta rete di formazione per contrastare la violenza verbale e i reati motivati da pregiudizio, partendo proprio dal mondo della scuola.“Con il progetto Mythic abbiamo gettato basi solide in Calabria contro l’odio online – spiega Lara Colace, Ue Project Coordinator Fondazione l’Albero della Vita – e finora abbiamo formato 80 operatori locali, coinvolto più di 30 docenti e raggiunto oltre 840 studenti, selezionando tra loro i primi Equity Defender: giovani formati per diventare sentinelle attive contro le discriminazioni e promuovere la alfabetizzazione digitale tra ragazzi e ragazze”.La coordinatrice ha inoltre annunciato i prossimi passi della struttura.“Da settembre attiveremo i laboratori sul campo e lanceremo un innovativo meccanismo di Referral – dice Lara Colace – ovvero un canale protetto e immediato tramite il quale le vittime potranno denunciare gli abusi subiti e segnalarne i perpetratori, attivando così una rete di presa in carico”.








