Cinque gli arresti e 23 le identificazioni. Sarebbe stato il terzo attentato in meno di tre mesiCinque gli arresti e 23 le identificazioni. Sarebbe stato il terzo attentato in meno di tre mesiNon è un déjà-vu. Durante il giorno del suo 80esimo compleanno, il 14 giugno, Donald Trump avrebbe rischiato di essere vittima di un altro attentato. Il secondo (in questo caso rimasto in potenza) nel giro di meno di un mese, dopo che a fine maggio uno dei check point del perimetro presidenziale della Casa Bianca era stato scenario di una sparatoria. Per non parlare, poi, di fine aprile, quando un uomo aveva sparato nella sala sotterranea dell'hotel Hilton di Washington, dove si stava svolgendo - alla presenza di Trump - la cena dei corrispondenti della Casa Bianca. Questa volta l'Fbi ha sventato l'attacco, programmato durante gli incontri di arti marziali miste dell'Ultimate Fighting Championship organizzate dallo stesso presidente, in occasione appunto del suo 80esimo compleanno. Il piano dell'attaccoDroni carichi di esplosivo avrebbero dovuto colpire alcuni edifici vicini all'evento. In questo modo la folla avrebbe lasciato il luogo dell'evento, concentrandosi all'esterno, dove il gruppo di terroristi aveva previsto il posizionamento di alcuni cecchini. Da lì, sarebbe partita la sparatoria. Una seconda fase dell'operazione avrebbe previsto l'assalto ai cancelli della Casa Bianca. Ma l'Fbi è riuscita ad intervenire prima. Secondo quanto riferisce Fox ci sono stati cinque arresti e 23 identificazioni di persone che facevano parte del complotto. Secondo quanto riportano i media statunitensi, l'Fbi sarebbe venuta a conoscenza del piano il 10 giugno scorso. Da lì, avrebbe iniziato a raccogliere prove sufficienti per procedere agli arresti. Gli investigatori hanno poi scoperto delle chat su Signal in cui gli utenti discutevano proprio di un attacco all'evento. L'obiettivo - come ha spiegato uno dei sospettati agli inquirenti - sarebbe stato colpire "le élite capitaliste", "i miliardari", o i politici che avevano ricevuto donazioni dall'American Israel Public Affairs Committee, una delle più influenti organizzazioni di lobbying degli Stati Uniti, il cui obiettivo - dichiarato - è rafforzare e sostenere le relazioni politiche, militari ed economiche tra gli Stati Uniti e lo Stato di Israele.Il commento di JD VanceA commentare la vicenda è intervenuto il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance. “Lo sventato attacco alla Casa Bianca durante gli incontri dell'Ultimate Fighting Championship è un ulteriore segnale del clima politico americano”, ha detto in un'intervista a Fox. "Questo è quello che succede quando si alza così tanto il tono della retorica, al punto che dissentire da qualcuno diventa motivo di violenza".Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp