Pubblicato il: 16/06/2026 – 15:35

di Giorgio Curcio

LAMEZIA TERME C’è anche la strage dei netturbini tra le ferite ancora aperte della storia giudiziaria lametina. E il caso è tornato d’attualità proprio nel giorno dell’insediamento di Elio Romano alla guida della Procura di Lamezia Terme. A distanza di 35 anni dall’omicidio di Pasquale Cristiano e Francesco Tramonte, uccisi il 24 maggio 1991, la Procura di Catanzaro guidata da Salvatore Curcio ha riaperto le indagini su uno dei delitti più simbolici e dolorosi della città. Una decisione che riaccende la speranza dei familiari, da anni impegnati in una battaglia civile di memoria, verità e giustizia. Nel 2022 erano stati proprio loro a presentare un esposto alla Dda di Catanzaro, allora guidata dal procuratore Nicola Gratteri, chiedendo la riapertura delle indagini.

L’omicidio ancora senza colpevoli

Oggi la nuova iniziativa della Procura punta ad accertare la filiera delle responsabilità e a far ripartire l’attività investigativa su un omicidio maturato, secondo le ricostruzioni, in un contesto criminale legato al controllo del servizio di raccolta dei rifiuti. A pagare il prezzo più alto furono due lavoratori, travolti da interessi mafiosi e da scelte politiche rimaste a lungo opache. Un delitto consumato in una drammatica alba del 1991 e rimasto per oltre tre decenni senza una verità giudiziaria definitiva.