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Il primo giugno dall’aeroporto di Catania sarebbe dovuto decollare l’aereo di una piccola compagnia aerea siciliana, Aerolinee Siciliane. Il volo era stato annunciato da mesi e qualcuno aveva anche comprato i biglietti, ma quell’aereo con destinazione Bergamo non è mai partito. Fondata nel 2020, Aerolinee Siciliane è passata direttamente dall’annuncio del primo volo alla proposta di liquidazione della società, che verrà discussa il 20 giugno in un’assemblea dei soci. Non è la prima compagnia aerea siciliana a finire così.

Prima di Aerolinee Siciliane c’è stata una lunga serie di tentativi di competere sul mercato con piccole compagnie aeree, presentate come l’unico modo per offrire prezzi equi agli abitanti e ridurre l’isolamento della Sicilia dal resto d’Italia. Alcune hanno volato per qualche anno, altre per pochi giorni, altre ancora non hanno mai avuto un aereo. Di sicuro nessuna è riuscita ad affermarsi. Ma nonostante i tanti fallimenti fin qui, in Sicilia c’è sempre qualcuno pronto a riprovarci.

Il primo a immaginare una compagnia siciliana, alla fine degli anni Ottanta, fu l’allora presidente della Regione Rino Nicolosi con LAS, Linee Aeree Siciliane. La compagnia prometteva collegamenti verso Milano, Roma e Bologna a prezzi bassissimi, con pranzo o cena a bordo, whisky e giornali, in concorrenza con Alitalia. Il problema è che LAS non aveva la licenza per i voli di linea. Il servizio era materialmente gestito dalla compagnia Unifly Express, che aveva però solo l’autorizzazione per i voli charter, ossia che non hanno una programmazione sistematica, a differenza dei voli di linea.