La Ss Taranto Calcio ha annunciato che si costituirà parte civile negli eventuali procedimenti giudiziari che saranno avviati in relazione ai disordini avvenuti domenica scorsa allo stadio Italia di Massafra, al termine della finale playoff nazionale di Eccellenza persa contro il Gladiator. Dopo il fischio finale, un gruppo di ultras ha forzato un varco entrando sul terreno di gioco e tentando di aggredire alcuni calciatori rossoblù, riuscendo in alcuni casi a colpirli, tra cui il capitano Nicola Loidice. «Con riferimento ai gravi episodi - si legge in una nota della società - ribadisce la più ferma condanna di ogni comportamento contrario ai principi di lealtà, correttezza e rispetto che devono caratterizzare il mondo dello sport. Pertanto, la società comunica che, a tutela della propria immagine, dei propri tesserati e della propria comunità sportiva, si costituirà parte civile nei procedimenti che verranno instaurati nei confronti dei soggetti responsabili dei fatti contestati», prosegue la nota.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, già nel corso del primo tempo alcuni tifosi del Taranto avrebbero acceso circa quindici fumogeni nel settore ospiti, lanciandone uno sul terreno di gioco, oltre a quattro bottigliette semipiene. Gli episodi più gravi si sarebbero verificati al termine della gara, quando alcuni sostenitori avrebbero forzato e danneggiato un accesso alla tribuna, invadendo il campo. Una volta sul prato, alcuni di loro avrebbero anche aggredito fisicamente un calciatore della stessa squadra, colpendolo con calci. Un 44enne di Palagiano è già stato posto agli arresti domiciliari per aver strattonato un vice questore in servizio mentre cercava di raggiungere i giocatori.










