Il governo tedesco che detiene il 12% di Commerzbank respinge la proposta di fusione di Unicredit

Continua e si inasprisce il braccio di ferro tra Unicredit e Commerzbank: ad opporsi all'offerta pubblica di scambio lanciata dalla banca italiana su quella tedesca, oltre a tutto il consiglio di amministrazione dell'istituto, ora c'è anche il governo tedesco.

La posizione di Berlino

Da azionista, col 12% di Commerzbank, Berlino respinge al mittente la proposta di fusione di Unicredit, definendola ostile e aggressiva, e sottolineando la necessità di difendere l'indipendenza della banca tedesca e il suo ruolo nel sostegno all'economia locale. Nel comunicato dell'agenzia delle finanze tedesca, che gestisce la partecipazione statale nella banca, si legge inoltre che l'accettazione dell'offerta pubblica di scambio era già economicamente fuori discussione perché non offre un premio "sufficiente e adeguato" all'attuale quotazione del titolo azionario di Commerzbank.

Un rifiuto che giunge nel giorno della scadenza, oggi a mezzanotte, del primo round per aderire all'offerta del valore di 35 miliardi di euro lanciata a maggio scorso da UniCredit per conquistare il controllo della seconda banca tedesca e diventare così uno tra i colossi del credito europeo.