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Il carcere di massima sicurezza El Encuentro a in Ecuador, è stato inaugurato poco più di sei mesi fa ed è un simbolo della linea dura del presidente Daniel Noboa contro le organizzazioni criminali attive nel paese. È stato costruito sul modello di quelli fatti a El Salvador dal presidente Nayib Bukele, e come quelli è al centro di denunce di violazioni di diritti umani, tortura e detenzione in condizioni inumane. Nel carcere i prigionieri muoiono per malattie, soffrono la fame e la sete, non possono incontrare parenti né avvocati. Spesso non si sa nemmeno chi ci sia, a El Encuentro: era stato presentato come un centro di massima sicurezza per la detenzione dei più pericolosi narcotrafficanti e membri di bande armate, ma ospita anche prigionieri comuni e politici accusati di corruzione.

Negli ultimi anni la costruzione di carceri di massima sicurezza, isolati e da gestire con ostentata durezza, è stata una delle principali proposte di molti politici di destra in America Latina, presentata come una soluzione alla violenza dei gruppi criminali, in crescita in molti paesi. In queste carceri, però, i più basilari diritti dei detenuti non sono rispettati e le detenzioni sono spesso arbitrarie.