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A partire dal primo giugno il nuovo regolamento sul decoro urbano nel quartiere di Shibuya, uno dei più affollati della capitale giapponese Tokyo e il più frequentato dai turisti, prevede una multa di 2mila yen (circa 11 euro) per chiunque venga scoperto a buttare spazzatura per terra. Per metterlo in atto è nata una specie di “polizia dei rifiuti”, una squadra di una sessantina di addetti che girano per la zona, incluso il suo famosissimo attraversamento pedonale, con un mazzetto di ricevute e un terminale per i pagamenti elettronici.
Il Giappone è un paese noto per la sua grande attenzione alla pulizia dei luoghi pubblici, mantenuta più grazie al senso civico degli abitanti che con la presenza di cestini, che infatti sono quasi assenti. I motivi sono vari: vanno dal fatto che le amministrazioni locali non vogliono permettere alle persone di buttare nei cestini pubblici i rifiuti domestici (evitando di differenziare la spazzatura), al timore che vengano usati per nascondere bombe per fare attentati. Questa paura viene solitamente ricondotta alla memoria degli attentati col gas sarin nella metropolitana di Tokyo nel 1995, nonostante in quel caso i sacchetti contenenti il veleno con cui fu compiuto l’attacco vennero depositati direttamente nei treni, e non nei cestini.










