“Il nostro innovativo modello di intelligenza artificiale è in grado di prevedere con elevata precisione le mareggiate estreme, anche in condizioni climatiche future”. Andrea Ficchì ed Emiliano Longo sono due ricercatori del Politecnico di Milano, il primo idrologo e data scientist, il secondo specializzato nell'applicazione dell'Intelligenza artificiale alla pianificazione e al controllo dei sistemi ambientali. Hanno messo insieme le loro competenze per portare a termine uno studio appena pubblicato su Earth’ Future, lavorando nel team dell’Environmental Intelligence Lab coordinato dal professor Andrea Castelletti. “Utilizzando come banco di prova New York, città costiera altamente vulnerabile con un'ampia documentazione sulle mareggiate, abbiamo dimostrato la capacità del modello AI di rappresentare mareggiate estreme sia in scenari storici che in quelli della metà del XXI secolo”, si legge nell'abstract.
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Ma qual è la novità rispetto ai modelli numerici usati finora? “Prevedere eventi estremi di innalzamento del livello del mare rimane una sfida scientifica importante”, risponde Ficchì. “I modelli matematici utilizzati per le previsioni devono tener conto delle complesse interazioni non lineari tra maree, eventi atmosferici, dinamiche oceaniche e caratteristiche costiere locali. Ciò significa che non sempre riusciamo a quantificare accuratamente l'incertezza nelle proiezioni future di eventi estremi. E piccole differenze nelle ipotesi del modello utilizzato possono portare a grandi differenze nei risultati, soprattutto per gli eventi estremi. Tutto ciò può avere un impatto significativo sulla pianificazione, sulla protezione civile e, in definitiva, sulla salvaguardia delle vite umane e dei beni”.







