La conoscenza della previdenza complementare è ancora insufficiente. Per il presidente di Assofondipensione Giovanni Maggi "i giovani sono fondamentali in questo contesto e purtroppo sono ancora in pochi ad iscriversi a fondi di previdenza complementare. È evidente che la previdenza complementare non ha ancora un tasso di adesione sufficiente. Un Paese moderno dovrebbe avere un tasso dell'80% di adesione, noi siamo tra il 35% e il 38%".

È quanto emerge dall'assemblea annuale 2026 di Assofondipensione dal titolo 'Previdenza futura: i fondi pensione negoziali per rafforzare oggi le tutele di domani', in cui "si propone - ha spiegato Maggi - di valorizzare il ruolo dei fondi pensione negoziali non solo come gestori del risparmio previdenziale, ma come attori fondamentali per la crescita sostenibile e la resilienza del sistema Paese".

Uno degli obiettivi consiste nel trovare strumenti per tentare di aumentare il tasso di adesione, a cominciare dalla comunicazione. Nel corso dell'assemblea, Assofondipensione ha lanciato 'Futura', il nuovo progetto di comunicazione che "non è una semplice campagna di educazione previdenziale, ma è la scelta di portare direttamente ai lavoratori e in alle nuove generazioni il valore di un modello previdenziale differente", ha spiegato il coordinatore del comitato tecnico di Assofondipensione Riccardo Realfonzo.