Anche l’Uruguay subisce i controlli approfonditi all’arrivo negli Stati Uniti per i Mondiali: i bagagli ispezionati i strada dai cani antidroga come era successo all’Uzbekistan.
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Anche l'Uruguay è stata costretta a sottoporsi ai rigidi controlli di sicurezza previsti dagli Stati Uniti all'arrivo delle delegazioni per i Mondiali. Proprio come successo a Cannavaro e all'Uzbekistan, anche i giocatori di Bielsa sono stati sottoposti a un'ispezione approfondita appena scesi dal pullman: i loro bagagli sono stati annusati dai cani antidroga delle autorità locali che nel frattempo li hanno anche controllati con i rilevatori di esplosivi.
Il tutto al ciglio della strada, con i giocatori rimasti in fila sul marciapiede con espressioni piuttosto preoccupate. Fa parte del protocollo che le autorità statunitensi hanno stabilito in maniera del tutto arbitraria, dato che la FIFA non prevede ispezioni così umilianti e pubblici che in certi casi si sono protratti per diverse ore portando anche al respingimento di qualcuno, come nel caso dell'arbitro somalo Artan. I controlli rigorosi dei giocatori dell'Uruguay Come se non fossero bastate le scene dei giorni scorsi a suscitare la polemica, anche l'Uruguay è stata sottoposta a verifiche così approfondite che le autorità statunitensi hanno riservato a tutte le delegazioni, diversamente da quanto accade a chi arriva in Messico o in Canada. L'accoglienza dei giocatori è stata ancora più problematica: il loro aereo si è fermato in un aeroporto messicano perché non aveva il permesso di atterrare negli Stati Uniti e la squadra è arrivata a Miami meno di 24 ore prima dell'esordio contro l'Arabia Saudita, terminato in pareggio














