Droni e missili sull'Ucraina. Colpita anche la Dormizione delle Grotte, patrimonio Unesco

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A Kiev, mentre i leader del G7 si preparavano ad aprire il vertice sulle rive tranquille del lago di Lemano, la notte ha lasciato dietro di sé 11 morti, 53 feriti e l'immagine destinata a segnare queste ore: le fiamme sulla Cattedrale della Dormizione della Lavra delle Grotte, uno dei luoghi più sacri dell'ortodossia, cuore spirituale dell'Ucraina e patrimonio mondiale dell'Unesco.La guerra, ancora una volta, ha scelto il linguaggio dei simboli. Il massiccio attacco russo che ha investito Kiev, Kharkiv e Dnipro, coincide infatti con l'apertura del G7, trasformando il vertice internazionale in qualcosa di più di una riunione diplomatica. Per Zelensky non si tratta di una semplice coincidenza temporale, ma è un messaggio politico deliberato, una dimostrazione di forza lanciata nel momento in cui le maggiori democrazie occidentali tornano a discutere del sostegno all'Ucraina.Il presidente ucraino si è recato personalmente alla Lavra dopo il bombardamento. Davanti alle immagini della cattedrale colpita ha parlato di "atto di barbarie" e di un'aggressione non soltanto contro l'Ucraina, ma contro "la comunità cristiana e il patrimonio culturale dell'umanità". Parole rilanciate dal metropolita Epifanio, che ha definito il bombardamento "un crimine contro l'umanità, la storia e il cristianesimo". Colpite anche strutture storiche del complesso monastico e la Torre di Ivan Kushnik.Mosca respinge le accuse. Il ministero della Difesa sostiene che il monastero è stato colpito da un missile Patriot ucraino e nega di aver attaccato obiettivi civili. Kiev, invece, sottolinea che due droni russi abbiano deliberatamente colpito l'area della Lavra e altri siti culturali della capitale.La battaglia delle narrazioni accompagna quella militare. Ma il dato politico appare evidente: l'attacco arriva nel giorno in cui il dossier ucraino torna al centro dell'agenda internazionale. Diversi leader occidentali l'hanno condannato: Meloni lo ha definito inaccettabile e ha ribadito il sostegno a Kiev, Tajani lo ha giudicato gravissimo e Costa ha denunciato una nuova escalation russa, chiedendo maggiori pressioni internazionali per favorire la pace.